WhatsApp, nuovi termini di servizio e privacy: cosa succede a chi non accetta

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WhatsApp sta chiedendo a tutti gli utenti di accettare i nuovi termini di servizio e le norme della privacy. Cosa succede a chi non lo fa?

WhatsApp

Il sistema di messaggistica istantanea più utilizzato al mondo sta proponendo degli aggiornamenti ai propri utenti. Si tratta di accettare delle condizioni in merito a nuovi termini di servizio e normative sulla privacy. Una comunicazione che ha gettato nel panico parecchi utilizzatori del servizio in tutto il mondo, che hanno temuto termini onerosi o proposte ingannevoli. Scopriamo nel dettaglio di cosa di tratta, e soprattutto cosa può accadere a chi, anche in modo involontario o frettoloso, ha deciso di non condividere questi dati.

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Il termine ultimo per dare l’assenso alle nuove condizioni ed alla normativa sulla privacy è quello dell’8 febbraio. Entro quella data infatti tutti gli utilizzatori del sistema di messagistica istantanea dovranno aver dato l’ok alle novità proposte. Cosa accadrà a chi non lo farà, o a chi ha già rifiutato? Semplice, non potranno più utilizzare l’app a partire dall’8 febbraio. Come si legge dall’informativa, bisogna accettare i nuovi termini e l’informativa sulla privacy per continuare ad utilizzare l’applicazione. Si potrà anche visitare il centro assistenza per controllare i termini nel dettaglio, o eliminare l’account.

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WhatsApp

WhatsApp resta in ogni caso il sistema di messaggistica istantanea più utilizzato in tutto il mondo. Per lavoro o per svago, sono milioni gli utenti che non riescono a farne a meno. Anche per la comodità del sistema che in modo istantaneo permette di avere degli scambi di informazioni, anche file e foto, e fare video chiamate. Insomma, vale davvero la pena accettare le nuove normative e non rischiare di perdere l’occasione di continuare ad utilizzarlo. Infatti non ci saranno pagamenti da effettuare e nemmeno condivisioni di informazioni personali con Facebook, a differenza di quanto circolato nelle scorse ore tra gli utenti del social network.

Si Ricorda che WhatsApp nel 2014 è stata comprata proprio da Facebook per una cifra di 20 miliardi di dollari. Ma questa operazione di aggiornamento dei termini di condizioni e delle nuove normative della privacy non hanno lo scopo di fornire nuovi dati al social network di avere scambi commerciali. Almeno questa è la versione che viene fornita dai diretti interessati. Per questo motivo non ci sono motivate giustificazione nel non voler procedere agli aggiornamenti proposti. Sul web come anticipato, ci sono state delle proteste e dei dubbi da parte di tanti utenti che hanno mostrato delle perplessità di fronte a questa richiesta che è stata giudicata sospetta. E la stessa proprietà della app di messaggistica e del social network hanno contribuito ad alimentare le perplessità che invece restano infondate.

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