Mascherina anche ai bambini, il Tribunale contro il Dpcm ” Compromessi i diritti dei minori”

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Adnkronos, Sole 24 Ore

Sono stati due genitori, preoccupati per la salute del figlio a presentare un ricorso contro l’uso della mascherina, poi vinto. Ma ci sono già precedenti in proposito.

Mascherina bambino ricorso 30/12/20 Leggilo.org
Getty Images/Mladen Antonov

La salute di un individuo a rischio, in questo caso di un bambino 9 anni, non può essere trascurata in favore di quella collettiva. A dirlo, l’ordinanza in merito al ricorso di una coppia di genitori che ha chiesto che il figlio non indossasse la mascherina a scuola. Nonostante sia ancora in vigore la regola dettata dal Dpcm di indossare le mascherine in classe anche per i bambini tra i 6 e gli 11 anni – assieme ad altre, severe misure di contenimento del virus – il Tribunale Amministrativo del Lazio che ha accolto il ricorso della coppia non ha avuto dubbi: “Dal Dpcm non emergono elementi che evidenzino un bilanciamento tra il diritto fondamentale della salute della collettività e altri diritti inviolabili, tra cui quello alla salute dei minori tra i 6 e gli 11 anni”, hanno stabilito i magistrati, giudicando dunque il Dpcm non coerente con le esigenze e i diritti dei bambini che devono indossare la mascherina per ore in aula.

Non è la prima volta che il Dpcm viene impugnato con successo in un’aula di tribunale: è successo a Roma, in merito ad una controversia legata ad uno sfratto dove il Tribunale ha impugnato un’ordinanza contro il provvedimento presidenziale. I genitori del bimbo di 9 anni hanno presentato come prova che il diritto alla salute del figlio fosse in pericolo un esame con il saturimero che ha evidenziato le difficoltà respiratorie del bambino, preoccupanti per la coppia. La prova è stata accolta ed ha portato i due apprensivi genitori a vincere il ricorso contro la mascherina. Teoricamente, il Dpcm impone a tutti, maggiorenni e minorenni, di indossare la mascherina nei luoghi chiusi ma anche all’aperto, con sanzioni che spaziano dai 400 ai 1.000 euro per i trasgressori: anche i casi limite, ad esempio quelli di persone che hanno abbassato lo strumento di protezione individuale per fumare una sigaretta, sono stati spesso giudicati con severità dalle Forze dell’Ordine. Per presentare ricorso – qualora un cittadino ritenga di aver subito una sanzione ingiusta – ci sono 30 giorni per rivolgersi ad un giudice e 60 per presentarsi al prefetto locale, a patto di non aver pagato immediatamente la multa. Questo caso però potrebbe creare un precedente legale per altre proteste contro il decreto.

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