Natale con il coprifuoco per tutelare la nostra salute. Ma sul vaccino antinfluenzale il ritardo è enorme

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Fonti ed evidenze: Ansa, TgCom24

Le dosi del vaccino antinfluenzale non sono arrivate a tutte le Regioni italiane e la popolazione si trova senza. E’ la denuncia di Federfarma.

vaccino_antinfluenzale_denuncia_federfarma 02.12.2020 Leggilo.org
Getty Images/Alberto Pizzoli

Solo due Regioni italiane – Lazio ed Emilia Romagna – hanno ricevuto dosi sufficienti del vaccino antinfluenzale per effettuare le operazioni di prevenzione sulla popolazione attiva del territorio. E’ l’allarme lanciato da Federfarma – Federazione nazionale dei titolari di farmacie italiane – che denuncia l’ennesima situazione di difficoltà legata alla Sanità italiana da quando è scoppiata la pandemia di Covid. Quest’anno, la vaccinazione antinfluenzale è particolarmente importante per prevenire un ulteriore sovraccarico delle strutture sanitarie che hanno già il loro bel da fare nel gestire i cosiddetti pazienti “ordinari” e i malati di Coronavirus: prevenendo gran parte dei contagi per l’influenza stagionale – che potrebbero mostrare sintomi molto simili a quelli del Covid – la Sanità italiana potrebbe togliere l’ennesimo carico dalla schiena dei medici del Paese.

Tuttavia, le dosi del vaccino antinfluenzale faticano a raggiungere le loro destinazioni, creando un problema non da poco: “E’ evidente che nel meccanismo di approvvigionamento dei vaccini qualcosa non ha funzionato”, dichiara Marco Cossolo, Presidente di Federfarma. Le dosi mancanti sono quelle destinate alla popolazione attiva, la fascia che pur non rientrando in una categoria a rischio – come anziani e persone con patologie pregresse – desiderano proteggersi dall’influenza. Tutelandosi, queste persone contribuiscono anche a limitare la diffusione della malattia, proteggendo per riflesso anche quelle persone a rischio che non hanno potuto fare il vaccino per le ragioni più disparate. Cossolo critica la gestione del processo di distribuzione del vaccino antinfluenzale, sottolineando che non si può lasciare alle singole Regioni il compito gravoso di distribuire decine di migliaia di dosi: “Bisogna correre ai ripari per evitare di ritrovarsi in questa incresciosa situazione anche il prossimo anno”, spiega aggiungendo che le 19.000 farmacie operative nei territori interessati sono pronte ad assumersi il compito di distribuire il vaccino.

Nel frattempo però, sono state proprio le Regioni ad organizzarsi autonomamente per far fronte alla situazione corrente: a Milano, la Protezione Civile ha installato nella Piazzetta Reale non lontana dal Duomo una serie di tendoni dove verrà distribuito il farmaco nei prossimi giorni. La problematica distribuzione del vaccino contro l’influenza stagionale è preoccupante anche per un’altra ragione: se questa situazione è stata gestita in questo modo pur riguardando un campione più piccolo della popolazione italiana, cosa succederà quando ad essere distribuite saranno le prime dosi del vaccino contro il Coronavirus che – a detta delle case farmaceutiche e degli esperti – è ormai in dirittura d’arrivo?

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