28.352 nuovi casi e 827 morti. Vaccino, è pericoloso lasciare gli italiani liberi di scegliere

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Fanpage

Il capogruppo di Italia Viva al Senato, Davide Faraone, si schiera per l’imposizione del vaccino anti Covid. Lasciare gli italiani liberi di scegliere è un rischio, a suo avviso.

I dati del Ministero della Salute in merito alla situazione di oggi ci informano che i casi totali – attualmente positivi, morti a guariti – salgono di 28.352 unità che portano il totale a 1.538.217. Nelle ultime ventiquattro ore 827 morti che portano il totale delle vittime a 53.677. Da ieri sono stati eseguiti 222.803 tamponi.

I casi attualmente positivi scendono a 787.893, – 7952 rispetto a ieri. I guariti raggiungono quota 696.647, registrando un incremento di 35.467 unità. I ricoveri scendono a 33.684, -354 e nelle terapie intensive gli assistiti calano a 3782, -64 rispetto a ieri.

Covid: Italia Viva chiede il vaccino obbligatorio

Italia Viva ritiene fondamentale uscire, il prima possibile, fuori dall’incubo del Covid. Non solo perché questa terribile infezione virale ha già provocato – solo in Italia – oltre 52mila morti ma anche perché sta distruggendo l’economia e creando nuova disoccupazione e povertà. Tutto giustissimo. Ma le contraddizioni all’interno del partito renziano non mancano. Infatti se vietare la settimana bianca durante le feste natalizie viene considerato demagogico, scavalcare la libertà di scelta e imporre il vaccino è, invece, considerato non solo legittimo ma addirittura auspicabile. Qualche giorno fa il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha espressamente dichiarato la necessità dell’esercito per costringere gli italiani a vaccinarsi. Sulla medesima linea il capogruppo dei renziani al Senato, Davide Faraone che – intervistato da Fanpage – ha asserito: “La libertà individuale si ferma quando diventa un limite e un pericolo per la libertà collettiva”. Il senatore spiega che non imporre il vaccino significa mettere a repentaglio la vita di chi il vaccino non può farlo a causa di patologie pre esistenti come i malati oncologici o gli  immunodepressi. E il popolo italiano sembra essere assai diffidente verso il farmaco in arrivo a gennaio: 1 italiano su 6 ha dichiarato che non si vaccinerà subito. Lo stesso microbiologo Andrea Crisanti si è mostrato scettico circa la sicurezza di queste prime dosi in arrivo.

Dunque la strada più sicura, per Faraone, è una e una soltanto: obbligare gli italiani a vaccinarsi: “Penso che l’obbligo sia la strada più efficace e sicura. Sarà necessario fare un percorso simile a quello utilizzato per l’obbligo vaccinale nelle scuole. E poi servirà l’esercito per la somministrazione e la distribuzione, serviranno le caserme”. Tuttavia all’interno del Governo non tutti sono così propensi alla strada “dura”. Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha parlato di informazione e persuasione, non di imposizione. Strada che non è mai stata accennata nemmeno dal premier Giuseppe Conte. Ma che fare se tanti – troppi – italiani decidessero di non farsi fare il vaccino e, dunque, non permettessero di raggiungere l’immunità di gregge? La soluzione di Davide Faraone sembra non essere poi molto più soft dell’obbligo. Il senatore di Italia Viva, infatti, propone una sorta di patentino che distingua chi si è vaccinato e chi no. Proposta, tuttavia, che lui stesso ritiene difficilmente fattibile in quanto scinderebbe la popolazione in due fronti e rischierebbe di inasprire le posizioni di rifiuto.

Vaccino e patentino d’immunità

Eppure lui stesso, qualche giorno fa, ha parlato di consentire l’accesso a luoghi come palestre, cinema, ristoranti solo a chi accetta di farsi vaccinare: “Con l’obbligo vaccinale tutti potranno andare ovunque senza tesserini e lasciapassare e tutti sarebbero al sicuro”. Proposta sostenuta anche dall’attore Alessandro Gasmann che ha proposto di precludere l’accesso a quasi tutti i luoghi pubblici a chi rifiuterà il farmaco. Idea avvallata anche dal commissario Domenico Arcuri che, solo qualche giorno fa, ha spiegato che il Governo sta lavorando ad una piattaforma in cui inserire i nomi di chi si è vaccinato e il luogo in cui è avvenuta la vaccinazione.  Insomma, alla fine dei conti, la logica sembra essere: o vi convincete con le buone maniere o vi escludiamo dalla società e, a quel punto, vedremo chi vincerà.

Ma i problemi non sono ancora terminati. Perché anche ammesso che la maggior parte degli italiani volessero vaccinarsi, bisognerà vedere se il medicinale sarà gratuito. Potremmo trovarci nella situazione paradossale in cui le persone non potranno farsi vaccinare pur volendolo. Il rischio è quello di creare una società divisa in cittadini di serie A e cittadini di serie B. Faraone spiega che l’unica soluzione, a suo dire, è quella di accettare i fondi del Mes senza esitare ancora: “È esattamente questa una delle ragioni per cui ostinatamente continuiamo a chiedere che si prendano i 37 miliardi del Mes: non solo deve essere gratuito ma distribuito su larga scala e per centrare questo obiettivo è necessario disporre di risorse dedicate esclusivamente alla sanità”.

 

 

 

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