“Salvini ci dichiara guerra” dice Berlusconi ed è pronto a sostenere Conte. Ma perde subito pezzi

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Fatto Quotidiano
Cresce la tensione all’interno del Centrodestra: le aperture di Berlusconi sulla legge di bilancio preoccupano Salvini e la Lega, in commissione trasporti, decide di votare contro la norma salva-Mediaset. Intanto nella Maggioranza si moltiplicano le voci favorevoli alla collaborazione con Forza Italia. 
Centrodestra, Berlusconi: "Salvini ci dichiara guerra"
Silvio Berlusconi/Piero Cruciatti, Getty Images
Silvio Berlusconi e la Maggioranza di Governo. Non è il titolo di un romanzo, ma la principale notizia che agita il panorama politico italiano da qualche giorno a questa parte. Le prove di dialogo tra Forza Italia e i partiti che sostengono il Premier Giuseppe Conte, infatti, vanno avanti. Un avvicinamento che sembrava impossibile e che invece si sta dimostrando un’ipotesi percorribile e, anzi, sempre più concreta. E se all’inizio c’era solo qualche indizio seminato qua e là, ora il dialogo tra le parti è di dominio pubblico, confermato addirittura dai diretti interessati.
Il primo a scardinare il portone del Centrosinistra con l’intento di farvi accedere Berlusconi era stato l’esponente del Pd romano Goffredo Bettini, considerato il regista delle grandi manovre dem. Un regista che, ormai da mesi, ha trovato grande sintonia con chi, come Matteo Renzi, ormai del Pd non fa più parte. Non è un caso che lo stesso leader di Italia Viva abbia subito rilanciato la proposta di Bettini, sostenendo la necessità di unire le migliori forze del paese per affrontare una crisi economica che picchierà duro e a lungo.
E così nel giro di qualche giorno quella che sembrava un’ipotesi di fantapolitica si sta trasformando in un possibile scenario futuro. Certo, le posizioni di contrarietà al progetto di allargare la maggioranza non mancano – sia tra i democratici che, soprattutto, tra i 5 Stelle, che di Berlusconi si sono sempre definiti nemici giurati – ma i segnali vanno tutti in direzione di un dialogo che potrebbe portare frutti.
Ieri è stato lo stesso Conte ad aprire agli azzurri, specificando però che il dialogo con il partito di Berlusconi non potrà in alcun modo portare ad una modifica del perimetro della Maggioranza. L’intenzione del Premier – condivisa anche dal Cavaliere – è di avviare un dialogo che possa produrre correttivi condivisi da apportare alla legge di bilancio, senza che questo comporti l’ingresso di nuove forze politiche nell’area di Governo. Il Presidente del Consiglio è certo della solidità dell’Esecutivo, ma d’altra parte ritiene irragionevole rifiutare a prescindere le proposte di dialogo provenienti dall’Opposizione.
Le dichiarazioni rilasciate ieri dal Premier sono solo le ultime, in ordine di tempo, a lusingare Forza Italia. Poco prima ci aveva pensato Andrea Orlando, vicesegretario Pd: “Valuteremo con grande attenzione le proposte avanzate oggi da Forza Italia“, aveva detto in merito alle affermazioni di Berlusconi rispetto alla legge di bilancio, sottolineando la sintonia con l’ex Premier sul fatto che il primo diritto da tutelare, in tempi di pandemia, sia quello alla salute. “In nome di questo va sviluppato, come noi abbiamo sempre auspicato, in Parlamento un dialogo costruttivo tra tutte le forze politiche ponendo fine a polemiche sterili ed inconcludenti“, concludeva Orlando.
Un vero e proprio invito, senza giri di parole, arrivato in risposta ad una serie di segnali distensivi provenienti dal Cavaliere, culminati – appunto – con le affermazioni di ieri mattina, quando Berlusconi, pur ribadendo l’intenzione di Forza Italia di rimanere all’Opposizione e nel Centrodestra, nell’illustrare alla stampa il pacchetto di norme che il suo partito intende sostenere per migliorare la manovra, aveva affermato: “Il nostro senso di responsabilità ci impone di non limitarci a criticare. Ci rendiamo disponibili a collaborare per far uscire il Paese dall’emergenza“. Forza Italia, spiega l’ex Premier, è pronta a prendere in considerazione l’ipotesi di votare a favore dello scostamento di bilancio e a “migliorare con le proprie proposte per l’Italia una legge di bilancio minimalista, vecchia e inadeguata“. A patto, sottolinea, che si diano al più presto risposte efficaci all’emergenza in corso, tanto a livello sanitario quanto economico.

Tutto nasce dalla norma “salva Mediaset”

Le grandi manovre, quindi sono iniziate. E se in Maggioranza si lavora per limare le differenze di vedute, anche nel Centrodestra si registrano movimenti importanti e un crescente clima di reciproco sospetto. La mossa di ieri della Lega, che ha deciso di votare contro la norma “salva Mediaset, inserendo addirittura una pregiudiziale di costituzionalità destinata a rallentare il percorso del testo, è in questo senso l’ultimo, inequivocabile segnale della tensione strisciante che caratterizza da qualche settimana il rapporto tra Berlusconi e gli altri due azionisti del Centrodestra: Giorgia Meloni e Matteo Salvini.
La norma in questione, inserita nel decreto Covid attraverso un emendamento, delega l’Agcom – cioè l’Autorità delle Comunicazioni – a verificare se esistano le condizioni affinché un soggetto operi contemporaneamente nel settore dei media e in quello delle telecomunicazioni, senza produrre effetti distorsivi o posizioni lesive del pluralismo. Un intervento finalizzato a tutelare la proprietà di Mediaset, oggetto di una scalata ostile da parte del gruppo francese Vivendi.
Ed è proprio il carattere “protettivo” della norma ad accrescere, da una parte e dall’altra, i sospetti: Berlusconi ha apprezzato la premura dell’Esecutivo e si aspettava il pieno appoggio degli alleati sovranisti. Dal canto loro Meloni e – soprattutto – Salvini, hanno sin dal primo momento guardato con sospetto all’improvviso idillio nato tra Palazzo Chigi e Forza Italia. Nel Carroccio, addirittura, sono in molti a ritenere che l’articolo 4 bis del decreto Covid rappresenti la merce di scambio di un’operazione finalizzata a portare il sostegno del Cavaliere e dei suoi all’Esecutivo: Salvini teme l’inciucio e le parole di ieri di Berlusconi da una parte e di Orlando dall’altra hanno rappresentato, ai suoi occhi, la chiusura del cerchio.
E’ probabilmente da qui che nasce la decisione della Lega di contrastare il percorso dell’emendamento salva-Mediaset. E così ieri in commissione, mentre Fratelli d’Italia si limitava a esprimere un voto contrario, il capogruppo leghista Riccardo Molinari citava espressamente Mediaset nella pregiudiziale di incostituzionalità. Una mossa che le forze sovraniste del Centrodestra avevano preannunciato in Senato, la settimana scorsa, astenendosi sulla stessa norma. “Quindi Salvini ha deciso di dichiararci guerra…“, ha commentato laconicamente Berlusconi quando è stato informato del comportamento degli alleati. Una novità, questa, che può davvero modificare il quadro del Centrodestra. Il Cavaliere si aspettava collaborazione da parte degli alleati nella difesa di Mediaset, uno dei gioielli di famiglia, e l’ostilità della Lega dà il segno di come i rapporti tra Berlusconi e Salvini siano, in questo momento, ai minimi termini.
Intanto, nel Centrodestra tre azzurri avrebbero deciso di passare al gruppo parlamentare della Lega. Si tratta dei tre deputati di Forza Italia alla Camera, Laura Ravetto, ex sottosegretario del governo Berlusconi, Federica Zanella e Maurizio Carrara

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