Coronavirus: 34.283 nuovi casi e 753 morti ma 1 italiano su 6 non vuole il vaccino

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Corriere della Sera

Nonostante i numeri dei contagi e dei decessi siano sempre più allarmanti, un italiano su sei non è disposto a farsi fare il vaccino anti Covid quando arriverà.

coronavirus_vaccino 18.11.2020 Leggilo.org
Getty Images/Michele Lapini

I dati del Ministero della Salute in merito alla situazione di oggi ci informano che i casi totali – attualmente positivi, morti e guariti – salgono di 34.283 unità per un totale di 1.272.352. Nelle ultime ventiquattro ore 753 morti che fanno salire il numero complessivo delle vittime a 47.217. Da ieri sono stati eseguiti 234.834 tamponi. La percentuale di persone positive al tampone continua, quindi, a scendere e arriva a 14,6%.

I casi attualmente positivi sono 743.168, +9358 mentre i dimessi e i guariti raggiungono quota 481.967 registrando un incremento di 24.169 unità. I ricoverati salgono a 33.504, + 430 mentre nelle terapie intensive 3670 assistiti, + 58 rispetto a ieri.

Coronavirus: gli italiani scettici verso il vaccino

I numeri dei contagi e dei decessi per Covid continuano a fare tremare. Una buona notizia, tuttavia, ci arriva dalla Cina: il Paese da cui è arrivato il virus potrebbe farci arrivare – a breve – anche la soluzione, ovvero il vaccino anti Covid.  Infatti il vaccino  cinese, il CoronaVac,  – sulla base dei primi risultati preliminari resi noti dalla rivista The Lancet –  è risultato essere sicuro e in grado d’indurre un’alta produzione di anticorpi, sebbene inferiore a quella dei soggetti che sono guariti dal virus. Questi risultati fanno riferimento a test clinici eseguiti tra aprile e maggio su un campione di 774 volontari sani di età compresa tra i 18 e i 59 anni. Da quanto emerso dalle prime due fasi della sperimentazione il vaccino cinese indurrebbe una rapida risposta di anticorpi entro quattro settimane dall’immunizzazione, somministrando due dosi di vaccino entro 14 giorni. Tuttavia non è chiaro quanto durerà l’immunizzazione. Se gli anticorpi dovessero avere breve vita e l’immunità non durasse, nulla vieterebbe che un soggetto, seppur vaccinato, possa essere nuovamente colpito dal Covid. Uno studio condotto dal King’s College di Londra quest’estate, ha dimostrato che dopo solo 3 mesi appena il 17% delle persone analizzate aveva mantenuto lo stesso livello di anticorpi. In certi pazienti il livello di anticorpi si era abbassato al punto da non essere più nemmeno rilevabile.  Come resta anche da valutare l’efficacia del CoronaVac sui soggetti più a rischio: gli over 60. Infatti i volontari avevano tutti un’età inferiore, nessuno apparteneva alla fascia più esposta.

Anche dagli Stati Uniti giungono buone nuove: l’azienda statunitense Moderna ha infatti reso noto che il suo vaccino ha un’ effcacia del 94,5% e ha stretto un pre- accordo con la Commissione Europea per la fornitura di 160 milioni di dosi.  Anche l’azienda tedesca Biontech – acquisita dal colosso Pfizer – ha reso noti i primi risultati riguardanti il loro vaccino. I base ai dati emersi da test condotti su 43.500 persone in sei Paesi diversi, il vaccino ha dimostrato di avere un’efficacia del 95% e  se tutto andrà come si auspica  le prime dosi – destinate però agli Stati Uniti – potrebbero essere disponibili già verso la fine del 2020.

Queste notizie – si pensava – avrebbero suscitato forse non entusiasmo ma, almeno, sollievo nella maggior parte degli italiani attualmente in ginocchio da questa tremenda infezione vitale. Eppure non è così. In base ai risultati di un sodaggio condotto da Ipsos, 1 italiano su 6 rifiuterà di vaccinarsi. Per la precisione il 16% degli intervistati ha dichiarato di non intendere sottoporsi al vaccino mentre il 42% ha dichiarato di volere avere maggiori informazioni in merito. Solo un terzo degli intervistati si è detto disposto a farsi fare il vaccino non appena sarà disponibile nel nostro Paese

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