La manovra del premier Conte: stanziato un miliardo di euro per “Esigenze parlamentari”

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Fonti ed evidenze: Tempo, Eco di Bergamo

Nella Manovra per il Rilancio del paese del premier Conte, spicca l’Articolo 195 che promette al Parlamento un tesoretto del valore complessivo di circa un miliardo di euro.

Parlamento Conte GETTy 14 novembre 2020
Getty Images/Patricio de Meilo Moreira

Un fondo per le esigenze del Parlamento, come è stato nominato dal premier Giuseppe Conte che si accinge a completare la bozza per l’ultima Manovra che stanzierà un’ingente somma di denaro destinata a deputati e senatori. E’ tutto scritto nell’Articolo 195 del provvedimento che prevede la creazione di un fondo che deputati e senatori potranno usare come preferiscono in caso di “Esigenze parlamentari”. Si tratta di un tesoretto ben fornito che complessivamente ammonta a più di un miliardo di euro: precisamente, 800 milioni in arrivo quest anno e altri 400 nel 2021.

La ragione dietro questa importante spesa che Conte ha destinato al Parlamento è che in mancanza di sufficienti fondi, i capigruppo della Maggioranza si sono visti rimandare al mittente diverse proposte dalla Ragioneria di Stato: ora, con un tesoretto che copre ben metà delle spese annuali di tutto il Parlamento, la situazione dovrebbe essere stabilizzata e garantire una maggiore rapidità nel funzionamento dell’organo statale. Se da un lato il fondo potrebbe velocizzare l’iter di leggi e provvedimenti “arenati” da tempo, è anche vero che tale stanziamento di denaro teoricamente permetterebbe ai singoli deputati e senatori di procedere con provvedimenti che riguardano le singole categorie che li sostengono.

La Manovra comunque non stanzia esclusivamente denaro per il Parlamento ma anche per la gestione dell’Emergenza Covid: 4 miliardi di euro spettano alle attività colpite dalla crisi economica – molte delle quali ancora attendono i fondi – 5,3 miliardi andranno alla cassa integrazione mentre 3 miliardi costituiranno il fondo per l’assegno familiare unico erogato dal 2021. Teoricamente, il testo contentenete tutti questi provvedimenti doveva arrivare in Parlamento il 20 ottobre ma è facile immaginare che la difficile situazione del paese abbia rallentato le cose.

Nel frattempo, Conte preparara la prossima mossa: “Stiamo già valutando un piano efficace per l’acquisto e la distribuzione del vaccino contro il Covid, così da essere già organizzati quando sarà disponibile”, afferma il premier che ha riunito i vertici della Maggioranza ed il Ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia. In occasione di tale riunione, il premier ci ha tenuto a ricordare al Parlamento che bisogna lavorare senza sosta per prevenire il secondo lockdown: “Chiudere tutto in questo momento sarebbe gravissimo: dobbiamo fare il possibile per evitare una tale eventualità”, le sue parole. Sembra proprio che il Presidente del Consiglio abbia mantenuto il suo proposito di collaborare più strettamente con i parlamentari, dopo l’invettiva di un deputato che lo accusava di sovranismo.

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