Conte alle strette in Parlamento: ora che le piazze protestano chiede la nostra collaborazione?

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Fonti ed evidenze: Radio Radio TV, Fatto Quotidiano

Il deputato leghista Claudio Borghi si scaglia contro il premier Giuseppe Conte, accusandolo di aver gestito l’emergenza da despota senza confrontarsi con il parlamento.

Conte GETTY 3 novembre 2020

Non è piaciuto a tutti il modo in cui Giuseppe Conte è tornato sui suoi passi solo negli ultimi giorni chiedendo un confronto al Parlamento e sicuramente, non è andato giù a Claudio Borghi, deputato leghista che si è lanciato in una dura invettiva contro il premier. In risposta al discorso del premier Conte – che ha chiesto al parlamento di approvare i nuovi provvedimenti per il Dpcm che sarà probabilmente ufficializzato a breve – Borghi ha pronunciato parole molto dure: “Lei voleva fare l’eroe e ‘salvare’ il paese da solo. Adesso che non ha più la sovranità completa, viene qui a chiederci un confronto. Le dico una cosa, il Parlamento è sempre aperto al confronto qui, nella sua sede, è lei ad averci messo da parte per mesi con lo Stato di Emergenza”, dice il parlamentare, rinfacciando al premier il suo operato “solitario” degli ultimi mesi.

In particolare, nel suo discorso di risposta al premier Conte, Borghi ha calcato la mano sulle chiusure e sui provvedimenti presi nei confronti di ristoratori ed altre categorie più colpite dalle misure di distanziamento sociale: “La salute sarebbe una priorità? Come si permette di classificare per importanza i diritti degli italiani? E anche in tal caso, la salute nella Costituzione viene al numero 32, dopo il diritto al lavoro che è il quarto articolo e dopo il primo che afferma che l’Italia è una Repubblica. Una Repubblica Democratica, dove si decide tutti insieme”, prosegue il deputato, la voce leggermente modificata dalla mascherina che ha indosso.

Per concludere, Borghi ha rinnovato l’invito al premier a collaborare maggiormente con le altre istituzioni: “La gente sta scendendo in strada perchè è disperata, non per divertirsi. Prenda una settimana di risoluzione, la smetta con questi Dpcm e si confronti con noi, dove i suoi provvedimenti saranno approvati o meno dai rappresentanti eletti dal popolo”, le sue ultime parole.

Borghi contro Conte, Parlamento diviso

Il discorso piuttosto duro pronunciato dal leghista Borghi e indirizzato direttamente a Giuseppe Conte non fa che sottolineare i problemi di tenuta di un Governo che si è trovato a fare i conti con una situazione inedita per il paese, con un leader che ha spesso scelto di non consultare il Parlamento prima di prendere provvedimenti molto severi per gestire l’emergenza. In questo contesto, Conte si trova sempre più solo e con oppositori interni ed esterni al Parlamento.

Tuttavia, non mancano i deputati che aprono nuovamente ad un confronto che possa migliorare la situazione: “Siamo pronti ad appoggiare le sue decisioni, a patto che siano ponderate ed accompagnate dal parere degli scienziati: vogliamo essere sicuri di salvare vite umane con provvedimenti così duri”, dice il presidente dei deputati di Italia Viva Maria Elena Boschi, dicendosi addirittura pronta ad appoggiare un nuovo lockdown a patto che il premier dimostri l’inevitabilità di questa misura per il bene del paese. “Lei aveva promesso che non ci sarebbe stato un secondo lockdown ma l’andamento della pandemia fa pensare diversamente. Nel caso le nostre preoccupazioni dovessero avverarsi, saremo dalla parte del Governo come individui pensanti e non come ‘yes men’ quindi vogliamo evidenze scientifiche che giustifichino questa misura”, conclude il deputato del partito renziano.

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