Il Covid dilaga anche alla Camera, 60 deputati in isolamento

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Fonti ed evidenze: Agi, Giornale

Con oltre 60 deputati in isolamento – di cui 17 positivi – la Camera dei Deputati rischia il blocco dei lavori. 

Il Coronavirus, come già successo in occasione del voto di approvazione della Nadef, torna a spaventare il Parlamento. In particolare, preoccupa la Camera dei Deputati, dove sono circa 60 gli onorevoli costretti alla quarantena, di cui 17 già risultati positivi ai tamponi. Meno problematica, invece, la situazione del Senato, dove i parlamentari esclusi dalle sedute per positività o isolamenti sarebbero 4 o 5 in tutto. A Montecitorio, con numeri così consistenti di deputati esclusi dall’assemblea, il rischio è che si possa arrivare ad un blocco dei lavori. Per scongiurare questa opportunità, la Camera si starebbe preparando per organizzare una serie di contromisure tra cui il voto a distanza, misura ancora osteggiata dalla gran parte dei gruppi parlamentari. Ad eccezione del Partito Democratico, di Leu e di una frangia interna al Movimento 5 Stelle, tutte le altre forze politiche non vedono di buon occhio questa possibilità. A confermarlo è il deputato PD Emanuele Fiano, uno dei principali sostenitori del voto a distanza, che parla di “resistenze molto forti” da parte degli altri gruppi. Netta e dichiarata l’ostilità di Fratelli d’Italia e della Lega, mentre all’interno di Forza Italia si registra qualche timida apertura. Nessuna apertura, invece da Italia Viva: “Le istituzioni democratiche sono un servizio pubblico essenziale, tanto più in tempo di emergenza” – ha dichiarato il capogruppo dei renziani in Commissione Affari Costituzionali Marco Di Maio. “Ridurre la funzione di un deputato o senatore al solo voto a distanza è svilente del ruolo del parlamentare e delle Camere“.

Tra le opzioni di più facile percorribilità figura invece una diversa organizzazione dei lavori dell’aula, basata sull’alternanza settimanale tra sedute dell’Assemblea e riunioni delle commissioni. Tutte le proposte, comunque, verranno esaminate dalla Conferenza dei capigruppo, la cui prossima riunione è fissata per mercoledì. E’ in questo contesto che, auspica il Presidente Roberto Fico, si cercherà una composizione tra le diverse posizioni dei gruppi parlamentari. In questo senso, Fico ritiene necessaria la costituzione di un “diritto parlamentare dell’emergenza“, per la realizzazione del quale è tuttavia indispensabile una larga intesa tra le varie forze politiche.

Nel frattempo, arriva una nuova stretta alle misure di prevenzione adottate dalla Camera: la decisione dei questori, infatti, impone l’obbligo assoluto di indossare la mascherina, anche nel corso degli interventi in Aula. Un’aula che da giorni appare semi-vuota, anche in virtù della decisioni, presa nei giorni scorsi, di sospendere le votazioni settimanali. Anche ieri, durante l’intervento con cui il Premier Giuseppe Conte ha illustrato il Dpcm, gli scranni occupati non superavano il centinaio. Evidente, quindi, che il tema delle modalità da adottare per evitare che i lavori dell’Assemblea si blocchino in conseguenza alle tante assenza rimane centrale nei confronti tra partiti. Su un punto, tutti sembrano essere d’accordo: le prossime settimane vedranno la Camera chiamata a svolgere il proprio compito legislativo con appuntamenti fondamentali, come quello relativo all’approvazione della legge di bilancio.

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