Ad uccidere Maria Chiara sarebbe stata un’overdose di eroina, che secondo il fidanzato Francesco doveva essere il suo regalo per il diciottesimo compleanno. Ma amici e familiari della ragazza non ci stanno.

La “strega“. E’ così che nella comunità terapeutica Incontro chiamano l’eroina. Ed è stata proprio lei, quella maledetta strega, a portare via agli amici e ai familiari Maria Chiara Previtali nel giorno del suo diciottesimo compleanno. Una storia drammatica e assurda, avvenuta ad Amelia, borgo della lotta alla tossicodipendenza, che ora è scossa nel profondo dal terribile lutto. Il papà della ragazza, dirigente della comunità fondata da don Gelmini, non riesce a capacitarsi, non trova una ragione: “Me l’ha portata via. Glielo avevo detto. Non mi ha ascoltato“, ripete.

La ricostruzione fatta da Francesco, il fidanzato di Maria Chiara che negli ultimi tre mesi l’aveva portata più lontana dagli affetti della famiglia, e unico a poter conoscere i dettagli di questa vicenda, non convince i parenti della ragazza. Nella sua prima versione, più cruda, Francesco aveva raccontato che era stata un’overdose di eroina a uccidere Maria Chiara. I due avevano festeggiato e trascorso la notte insieme, a casa sua. La droga era un dono per il compleanno di lei: “Era il regalo che aveva chiesto per il suo compleanno. Per lei era la prima volta“, riporta Huffington Post. Poi, in una intervista per La Vita in diretta, Francesco ha cercato di raccontare una versione più convincente: “Quando mi sono svegliato era bianca, ho cercato di svegliarla. Lei non rispondeva. Allora ho chiamato i soccorsi. L’unica cosa che mi rimprovero è di non averli chiamati prima“.

La Procura, intanto, sta indagando per cercare di tracciare un quadro quanto più possibile chiaro della situazione. E il procuratore capo di Terni, Alberto Liguori, promette il massimo impegno: “Che sia stato o no un regalo di maturità, noi faremo di tutto per capire chi ha fatto questo dono, chi lo ha confezionato, chi lo ha venduto, per fare a lui, o a loro, a nostra volta un regalo“, dice. “Sembra un film. Ma noi vogliamo capire bene i fatti“.

Un contributo importante in termini di informazioni potrà arrivare dall’esito dell’autopsia, che potrà spiegare con certezza quale sostanza, o mix di sostanze, abbia tolto la vita a Maria Chiara. Dall’esame autoptico sarà inoltre possibile chiarire meglio la dinamica dei fatti, al fine di confrontarla con le dichiarazioni rilasciate da Francesco, che è indagato attualmente per omissione di soccorso. Intanto Manlio Morcella, legale della famiglia Previtali, spiega tutti i suoi dubbi: “Assicureremo la nostra presenza all’autopsia per capire come è andata davvero. I ragazzi sarebbero stati il giorno prima a Roma a prendere la sostanza. Poi lei è andata a un apericena per festeggiare, prima di andare a casa di lui. Ma le amiche l’hanno vista già alterata“. Tutti elementi che su cui sarà indispensabile fare chiarezza per procedere all’accertamento delle responsabilità del fidanzato.

La versione di Francesco, spiega Il Corriere della Sera, risulta inverosimile anche a Simone, il più caro amico di Maria Chiara, che non crede ad una sola delle parole pronunciate dal ragazzo, ritenuto il vero colpevole dell’accaduto: “Se non fosse stata con lui adesso sarebbe qui. Era fantastica, la migliore fra tutti. Allegra. Sportiva. Mai una canna. Anche la puzza di sigaretta le dava fastidio“. Simone aveva provato, in questi ultimi mesi, a metterla in guardia, a farle notare che Francesco non era la persona giusta per lei: “Io ci ho litigato tante volte. Ma da luglio, quando era arrivato Francesco, non era più lei: la droga parlava al suo posto“. Un rapporto malsano, non una relazione nata dall’amore reciproco: “Non era amore, era droga. Una persona li aveva messi in contatto e da quel momento lei non c’era più“, conclude Simone.

Lorenzo Palmisciano

Fonte: Huffington Post, Il Corriere della Sera

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