Arrestata la “banda dei georgiani”. Avevano accumulato un bottino da 30mila euro grazie ad un metodo molto originale.

Sgominata a Milano una banda di ladri d’appartamento. Gli investigatori coordinati dalla Procura di Milano – riferisce l’Ansa – hanno dato esecuzione ad un provvedimento di fermo a carico di 7 georgiani  indiziati per reato di furto in abitazioni. Fermato anche un egiziano che, da quanto emerso, sarebbe stato il ricettatore abituale del gruppo di criminali. A casa di quest’ultimo sono stati rinvenuti soldi e gioielli nasconti dentro il freezer. La banda dei georgiani aveva una strategia operativa decisamente originale: alla base del successo di gran parte dei loro colpi vi era una bottiglietta d’acqua. La banda – spiega il Corriere della Sera – dopo aver mandato un “segnalatore” dentro un condominio ritenuto interessante, entravano in azione piazzando un piccolo pezzo di plastica trasparente sottile come un foglio – spesso ricavato ritagliando una bottiglietta d’acqua vuota – tra lo stipite e la porta dell’appartamento. In questo modo l’oggetto “estraneo” era talmente impercettibile che non veniva notato dal proprietario di casa. Dopodiché i sette tornavano a controllare dopo circa due-tre giorni: se il foglietto di plastica era ancora al suo posto significava che nessuno aveva aperto la porta e che quindi i proprietari erano probabilmente in vacanza. In caso contrario si cambiava obiettivo. In questo modo la banda è riuscita a svaligiare ben 5 appartamenti tra Milano città e provincia solo tra il 23 luglio e il 23 settembre accumulando un bottino dal valore di 30mila euro. Il primo furto riguarda una casa in Viale Teodorico, zona Fiera, il secondo in via Mac Mahon, il terzo in via Filippino Lippi, nel quartiere Città Studi. Mentre altri due colpi riguardano la provincia milanese: uno a Solaro e infine l’ultimo a Pregnana Milanese.

In base alle indagini è emerso che, probabilmente, avevano una solida base di criminalità organizzata in Georgia. Infatti si stavano muovendo per rientrare una parte in Georgia e una parte in Francia, da dove provenivano alcuni di loro. L’obiettivo era tornare al loro Paese e mandare in Italia altri affiliati del gruppo per sostituirli nei furti. In modo, forse, da non dare troppo nell’occhio. Ma sono stati incastrati da un’ impronta trovata durante il sopralluogo della Scientifica dopo uno dei tanti colpi. Uno degli arrestati, infatti, era già stato catturato e condannato sempre per furti nel 2012 e quindi è subito emerso un suo coinvolgimento con i casi più recenti. I poliziotti sono poi riusciti a individuare gli altri complici grazie all’analisi del traffico telefonico e grazie all’individuazione di alcune auto prese a noleggio dai rapinatori, sono partiti i pedinamenti.

Samanta Airoldi

Fonte: Ansa, Corriere della Sera

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui