La Mafia di un tempo non avrebbe permesso gli sbarchi, dice il vicesindaco leghista. E deve dimettersi

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Prima ha elogiato la “sensibilità” della Mafia e poi da persona – a suo dire – seria ha lasciato la Lega su invito degli alti vertici del partito.

 

Finisce qui la carriera di Angela Maraventano dentro la Lega di Matteo Salvini. L’ormai ex senatrice ed ex vicesindaco di Lampedusa – riferisce Il Fatto Quotidiano – ha accolto la richiesta dei veritici del Carroccio e si è dimessa dichiarando: “Lascio la Lega, io sono una persona seria. Continuerò le mie battagie contro le Mafie dei tunisini e dei nord africani”. Ma cosa ha portato a questo punto? Cosa ha portato alle dimissioni di un volto storico della Lega, presente fin dai tempi del “senatur” Umberto Bossi? Maraventano, senatrice leghista dal 2006 e vicesindaco di Lampedusa dal 2007 al 2010, che dalla Regione più a Sud d’Italia era così così convinta della causa federalista da voler annettere Lampedusa alla provincia di Bergamo. Cosa ha portato a questo triste epilogo?

Tutto ha avuto inizio durante la tre giorni di incontri tenutasi a Catania lo scorso weekend in supporto al segretario nazionale Matteo Salvini, a processo per il caso GregorettiMaraventano, salita sul palco, si è lanciata in una sorta di difesa delle – a suo dire – “virtù” della Mafia locale di un tempo che – sempre a suo dire – difendevano i loro territori dalle invasioni degli stranieri. Queste le parole dell’ex senatrice: “Il Governo è complice di chi traffica carne umana. E dentro c’è anche la nostra Mafia che ormai non ha più quel coraggio e quella sensibilità che aveva prima. Non esiste più perché noi la stiamo completamente eliminando. Nessuno ha più il coraggio di difendere il proprio territorio”. 

Le affermazioni della ormai ex leghista non sono piaciute ai vertici del partito. In un primo momento – riporta TgCom24Matteo Salvini ha cercato di essere comprensivo, forse per incredulità o forse per rispetto verso una delle presenze più longeve dentro nel Carroccio: “Maraventano si è spiegata male, la Mafia è un cancro da estirpare“. Ma chi non ha, invece, voluto sentire ragioni è stato  Stefano Candiani – ex sottosegretario di Matteo Salvini durante il primo Governo Conte e ora responsabile della Lega in Sicilia – che ha chiesto le dimissioni di Maraventano: “Le parole che abbiamo ascoltato dal palco di Catania non sono in alcun modo giustificabili. Le dimissioni dalla Lega rimangono l’unica scelta possibile per Maraventano”. E così è stato.

Samanta Airoldi

Fonte: Il Fatto Quotidiano, TgCom24

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