Chi non usa la mascherina è un untore che diffonde l’Aids, dice Piero Angela

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Il noto divulgatore scientifico Piero Angela condanna senza mezzi termini coloro che si rifiutano d’indossare la mascherina.

 

Una condanna “senza se e senza ma” quella del divulgatore scientifico Piero Angela contro gli “untori del Covid”. Chi sono? Secondo Angela coloro che rifiutano d’indossare la mascherina. Piero Angela – riporta Il Giornale – alla presentazione di Superquark più ha affrontato la questione del Coronavirus paragonando l’atteggiamento dei negazionisti o delle persone che, pur non negando la presenza del Covid, non vogliono indossare i dispositivi di protezione individuale come la mascherina a quello degli untori: “Questo è un virus mortale. Quelli che non usano la mascherina sono degli untori, soprattutto perché sono stati bene informati”. E ricorda che molti untori che, sapendo bene di avere l’Aids lo trasmisero ad altri,  furono condannati dai Tribunali di tutto il mondo. Senza arrivare a tanto, tuttavia il volto storico di Superquark – che ha lasciato le redini al figlio Alberto – ritiene opportuno mettere in strada l’esercito per fare controlli e multe: “Non è che si può chiedere ‘per favore’ di indossare la mascherina”. E infatti, pochi giorni fa, il Viminale ha annunciato che anche i militari dell’operazione Strade Sicure saranno impegnati nei controlli sul rispetto delle norme anti Covid. Ma per Piero Angela al momento non si sta facendo abbastanza affinché le regole vengano rispettate: “Non c’è abbastanza pressione sul pubblico. In attesa del vaccino bisogna incentivare il rispetto delle regole”.

E a proposito di nuove restrizioni, oggi il Ministro della Salute Roberto Speranza presentava al Parlamento il testo del nuovo Dpcm di ottobre e annunciava ufficialmente la richiesta per la proroga dello Stato di Emergenza fino al 31 gennaio. Con il nuovo Dpcm tornerà obbligatorio, in tutta Italia, indossare la mascherina anche all’aperto. Giorni fa – riportava il Corriere della Sera – il ministro Speranza esortava gli italiani a “resistere con il coltello tra i denti” per almeno i prossimi 7-8 mesi. Ci attende, dunque, con ogni probabilità un Natale fatto di acquisti online per evitare gli assembramenti nei negozi che, però, ne pagheranno le conseguenze, specie se piccoli e di quartiere, senza un e-commerce online. I regali probabilmente saranno pagati da molti con la Carta di credito per non maneggiare contanti e forse verranno lasciati dal corriere sulla porta di casa per evitare il più possibile i contatti. Hotel vuoti o quasi perché difficilmente, con l’emergenza dichiarata in corso, i turisti vorranno venire a trascorrere le feste in Italia. E saranno anche pochi gli italiani che vorranno mettersi in viaggio.  E, infine, per migliaia di lavoratori potrebbe tornare lo smart working. Che significherebbe ingenti perdite per bar e tavole calde che, spesso, campano proprio grazie alle colazioni e alle pause pranzo dei dipendenti degli uffici circostanti. Ma il ritorno a scuola dei bambini e in ufficio degli adulti ha rimesso in circolo il virus e i casi sono tornati a salire. Dunque molte aziende potrebbero far tornare i loro dipendenti a “produrre” dal tavolo della cucina o dalla scrivania del salotto. Sperando che gli eventuali figli non siano a casa, messi in quarantena perché loro o un loro compagno di classe ha contratto il virus.

Samanta Airoldi

Fonte: Il Giornale, Corriere della Sera

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