Simone e Luca morti a causa dei cinghiali, tragedia sulla A26

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Fonti ed evidenze: Il Corriere della Sera, Agenzia Italia

Sono due ragazzi di 39 e 32 anni le vittime del drammatico incidente mortale avvenuto sulla Novarese: nonostante le misure di sicurezza, sulla carreggiata transitavano dei cinghiali.

Incidente cinghiali GETTY 3 ottobre 2020

Ennesimo incidente stradale purtroppo anche in questo caso mortale per due passeggeri di un’automobile che procedeva lungo l’autostrada A26, causato da due cinghiali che si trovavano sulla carreggiata. Il fatto – avvenuto attorno alle 3:40 di notte – è occorso sul tratto della strada che passa per Carpignano Sesia, provincia di Novara – riporta Il Corriere della Sera. Secondo quanto è stato ricostruito finora, il conducente dell’auto che viaggiava con due amici si è visto comparire davanti all’improvviso due grossi cinghiali e non è riuscito in alcun modo ad evitare l’incidente: l’impatto con le bestie è stato molto violento e i due passeggeri del mezzo, il 39enne Simone Agazzone e il 32enne Matteo Ravetto, sono stati sbalzati fuori dal veicolo. Inutili i soccorsi per i due ragazzi: Agazzone è morto sul colpo mentre per Ravetto si sono rivelati inutili i soccorsi dei paramedici che hanno successivamente trasportato il conducente dell’auto all’ospedale più vicino in codice giallo. Entrambe le vittime erano calciatori di professione: Agazzone, originario di Novara, giocava nello Stresa nel campionato di Eccellenza mentre Ravetto, nato in provincia di Vercelli, aveva un passato sportivo nel Borgosesia, squadra di Serie D.

Non è la prima volta – riporta Agenzia Italia – che avviene un incidente simile dovuto all’intrusione di animali selvatici su strade o binari dove transitano ogni giorno numerosi veicoli. Giusto il 22 gennaio il treno regionale per Pistoia aveva travolto altri due cinghiali lungo i binari, uccidendoli: in quel caso, nessun passeggero era però rimasto ferito mentre quello avvenuto sulla A26 si è rivelato l’ennesimo incidente mortale di questo 2020. Un incidente che, a sentire il sindaco, si poteva forse prevenire con le giuste misure di sicurezza stradale, per impedire agli animali selvatici della zona di percorrere la carreggiata.

Per il sindaco di Casale Monferrato Federico Riboldi, le misure prese dagli enti che tutelano le autostrade piemontesi sono gravemente insufficienti: “E’ arrivato il momento di mettere la vita delle persone al primo posto: inammissibile che autostrade con gestioni private con spese altissime rispetto al resto dell’Europa presentino lacune così gravi nella sicurezza”, il commento del primo cittadino sull’incidente fatale. Dal canto suo, Aspi fa sapere che l’intera rete stradale del tratto genovese che comprende la A26 è protetta da 700km di recinzioni metalliche atte a prevenire lo sconfinamento degli animali sulla strada. Nel caso specifico dei cinghiali, che possono facilmente danneggiare la struttura grazie al loro peso, vengono effettuati interventi mirati previa segnalazione della presenza di tali animali. Tuttavia, in quella fatale notte, due animali hanno effettivamente invaso l’autostrada, nonostante le precauzioni.

Il tecnico faunistico Fiore Serranni ha spiegato il perchè: “La popolazione di cinghiali nella regione del Piemonte è cresciuta a dismisura dal 1990 ad oggi a causa dell’aumento della superficie boschiva che copre il 34,7% del territorio nazionale”. Per questo motivo, sono necessarie – secondo gli esperti – misure più moderne di contenimento della fauna locale: “Per prevenire incidenti simili, servono nuove recinzioni migliorate, a prova di cinghiale. Serve un controllo a tappeto su tutta la zona”, osserva Piero Genovesi, responsabile dell’Istituto per la protezione della fauna. Gli esperti, dunque, sembrano avvalorare la tesi del sindaco che non sia stato fatto abbastanza per prevenire questa tragedia: “Serve una mappatura del terreno per sapere dove c’è un numero maggiore di animali simili: non è il primo incidente causato da cinghiali, simili avvenimenti sono in aumento in tutta Europa. La caccia, paradossalmente, non è una soluzione perchè l’abattimento di questi animali li spinge a fuggire dal loro territorio dirigendosi proprio verso le autostrade”, conclude Genovesi.

Manfredi Falcetta

Fonte: Il Corriere della Sera, Agenzia Italia

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