Maria Monsè e la polemica sulla chirurgia estetica della figlia: “dovrei essere premiata”

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La showgirl è stata criticata per la decisione sulla figlia Perla Maria. E all’ultima puntata de La vita in diretta, si è difesa da Alberto Matano dicendo: “dovrei essere premiata”.

Maria Monsè rivendica la controversa decisione che ha preso sulla figlia Perla Maria e continua ad alzare il polverone. Qualche giorno fa, l’ex gieffina è apparsa sulla copertina del settimanale Nuovo, insieme alla figlia, per raccontare di aver portato la 14enne dal chirurgo estetico per correggere una “gobba” sul naso. “Voleva correggere un piccolo difetto e io le ho detto di sì”, ha spiegato la Monsè, raccontando anche di aver consultato una psicologa che le ha dato il via libera per il rinofiller. La decisione ha subito scatenato la polemica. Sulla sua decisione Monsè aveva parlato con Barbara D’Urso, che però era contraria alla decisione della showgirl: “Bisogna dire dei no ai figli”, ha sostenuto l’amata conduttrice. Selvaggia Lucarelli aveva addirittura chiesto l’intervento degli assistenti sociali. La giornalista aveva scritto senza mezzi termini su Facebook: «non so se mi disturba di più l’idea che faccia rifare il naso alla figlia minorenne o mostri il tutto sulla copertina di una rivista. In ogni caso, assistenti sociali subito”.

Ma l’ultima arena che ha visto la battaglia tra Maria Monsè e i suoi delatori è stata La vita in diretta. Nell’ultima puntata del programma televisivo, la polemica su Monsè ha preso il sopravvento.  La showgirl è stata nuovamente criticata per il servizio fotografico del settimanale Nuovo, che ha fatto vedere il ritocco al naso di Perla Maria. Ma Monsè non la dà vinta, e si è nuovamente difesa da Alberto Matano. Più che difesa, ha rivendicato la sua decisione: “dovrei essere premiata”, ha detto la showgirl, “perché, a differenza di come mi vogliono far apparire, io volevo lanciare un messaggio alle ragazze che se hanno un complesso invece di aspettare i 18 anni possono superarlo prima”. Monsè ha anche chiarito che non si è trattato di un intervento chirurgico ma di “tre punturine di acido ialuronico”, che la pelle dovrebbe riassorbire in sei mesi.

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