Selvaggia Lucarelli choc chiede l’intervento degli assistenti sociali per la figlia di Maria Monsè

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La decisione dell’ex gieffina Maria Monsè sulla figlia 14enne Perla Maria ha scatenato le polemiche tra molte personalità

L’ex gieffina Maria Monsè forse questa volta ha esagerato. E la reazione dei vip e di altre personalità italiane non si è fatta attendere. Orgogliosa della sua decisione, Monsè è apparsa sulla copertina del settimanale Nuovo, insieme alla figlia di 14 anni. E il perché di questa prima pagina? Il direttore della rivista, Riccardo Signoretti, ha pubblicato l’anticipazione sul suo profilo Instagram, generando scompiglio tra quanti sono preoccupati per la 14enne Perla Maria, praticamente una bambina: “Primo ritocchino a 14 anni. Maria Monsé porta la figlia Perla Maria dal chirurgo estetico per correggere la “gobba” sul naso”. E non soddisfatta di aver portato la figlia 14enne dal chirurgo esteta, Monsè ha voluto raccontare tutti i dettagli al settimanale. “Voleva correggere un piccolo difetto e io le ho detto di sì”, ha spiegato la Monsè. Signoretti è provocatorio su Instagram e si chiede perché mai una mamma non dovrebbe far felice la sua bambina. Ben sapendo che molte personalità le hanno dato contro, perché Perla Maria è troppo giovane per farsi ritoccare, il direttore lancia la sfida domandando: “chi ha ragione?”.

Sulla sua decisione la Monsè ha parlato anche con Barbara D’Urso, spiegando che la figlia ha il complesso del naso “perché ha una piccola gobbetta”. Poi ha raccontato di aver consultato una psicologa che le ha dato il via libera, e quindi si procederà con un rinofiller. Ma la conduttrice non era d’accordo: “Bisogna dire dei no ai figli, la mia psicologa mi diceva sempre che era giusto dire no”.

Dirompente invece è stata Selvaggia Lucarelli, che su Facebook ha commentato polemica: «Non so se mi disturba di più l’idea che faccia rifare il naso alla figlia minorenne o mostri il tutto sulla copertina di una rivista. In ogni caso, assistenti sociali subito».

Tra psicologi e assistenti sociali, non mancherà lavoro agli operatori del sistema sanitario nazionale.

 

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