Nel ristorante milanese di un famoso chef la pizza viene servita “a tre quarti” e per tre spremute si possono superare i 40 euro. Ma le prenotazioni sono sempre al completo.

Si è fatto conoscere – e da molti detestare, da altri adorare- attraverso i suoi programmi di cucina. Da Masterchef  fino a Hell’s Kitchen il filo conduttore è sempre stato uno: le sue grida contro i malcapitati concorrenti di turno spesso seguite da piatti buttati nel cestino o lanciati contro il muro. Lontano dai riflettori da qualche tempo ora Carlo Cracco si dedica al suo ristorante milanese, nel pieno centro del capoluogo lombardo, in Galleria Vittorio Emanuele, tra Piazza Duomo e Piazza della Scala. Un “must” per molti turisti che, trovandosi a Milano, vogliono poter dire “Siamo stati da Cracco”, una volta tornati a casa. Ma andare per andare nel ristorante del famoso chef, non dico per una cena completa dall’antipasto al dolce, ma anche solo per uno spuntino, bisogna essere preparati: al conto! Di recente – riferisce Il Giornale – qualcuno dopo essere stato nel locale di Cracco ha postato, indignato, lo scontrino: tre spremute e due bottiglie di acqua minerale per un totale di 41 euro.

L’immagine è bastata a scatenare l’inferno, non in cucina ma, questa volta, sui social. Da un lato alcuni hanno attaccato lo chef: “E’ un furto” – ha scritto un utente sotto il post: “Le arance le coltiva Cracco in persona? Il rincaro sull’acqua è assurdo. Se la compra a 1€ (e all’ingrosso costa meno!) ci ricava 8€”– ha continuato un altro. Ma non sono mancate le critiche neppure verso la persona che ha postato lo scontrino su Twitter: “Vanno da Cracco e postano sdegnati lo scontrino; tipo quelli che un caffè al tavolino a Piazza San Marco costa come la rata del mio mutuo. E grazie al ca**o”. Mentre un altro ha commentato: “C’è ancora gente che va da Cracco e si meraviglia del conto. Lo sanno pure i sassi che mena ma loro no, si devono indignare su Twitter”.

La scorsa settimana – riferiva Il Fatto Quotidiano – Cracco aveva organizzato una candid camera molto provocatoria: aveva servito ai suoi clienti mezza pizza  che, però, avrebbero dovuto pagare per intero. A loro insaputa i clienti del ristorante venivano ripresi mentre sui loro volti si leggeva un mix di stupore e arrabbiatura. Lo chef aveva organizzato questa provocazione per sensibilizzare le persone sugli sprechi alimentari: “Nel mondo un terzo del cibo finisce sprecato e così ho deciso di farlo capire ai miei clienti in modo simpatico“ – aveva spiegato. Una provocazione che rientrava nella campagna per la salvaguardia delle risorse alimentari organizzata da “Too good to go”, il team di “Waste warriors” impegnato nella lotta contro gli sprechi di cibo.

Samanta Airoldi

Fonte: Il Giornale, Ninabecks ITALIAVIVA Twitter, Il Fatto Quotidiano, Milano Today

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