Secondo Nicola Zingaretti continuare a seguire le regole sarà fondamentale per evitare un aumento dei contagi che potrebbe portare il paese ad un nuovo lockdown.

 

Un nuovo lockdown? Non ha dubbi il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti, secondo cui “Se non rispettiamo le regole andiamo a finire lì“. Dopo i mesi estivi, in cui la curva dei contagi era stata tutto sommato tenuta sotto controllo “dalle regole e dal lockdown, non dalla magia” i numeri delle ultime settimane hanno nuovamente destato preoccupazione: “Se continuimo ad avere piena coscienza che il coronavirus è ancora presente tra noi, ce la faremo. Questo vuol dire cose molto semplici: continuare ad avere precauzioni e cautele perchè questo è il modo di tornare a vivere, lavorare, investire e anche divertirci“, afferma Zingaretti, che già in passato si era scagliato in più di un’occasione contro i negazionisti del virus. Il segretario PD, le cui parole sono riportate da Il Corriere della Sera, poi mette tutti in guardia: “L’errore che non dobbiamo fare è confondere l’idea che abbassare la guardia, eliminare le precauzioni, significhi accelerare l’uscita dalla tragedia sanitaria. E’ esattamente l’opposto, quindi distanziamento sociale, evitare assembramenti, mascherine, igiene delle mani e degli ambienti devono essere le quattro regole – non sono centomila – da cui non dobbiamo discostarci“. Quattro passaggi indispensabili per controllare la diffusione del contagio e non mettere nuovamente in difficoltà il servizio sanitario. A questo proposito, Zingaretti ha una raccomandazione rivolta in particolare agli over 60: “Facciano il vaccino influenzale. Nella mia regione, forse con eccesso di zelo in attesa del parere del consiglio di stato, l’ho messo come obbligatorio. Ma avere un modo per evitare ricoveri inappropriati, in modo da poter formulare una diagnosi precoce sul Covid è molto importante. Io capii di avere il covid alle prime linee di febbre proprio perché ero vaccinato”. Zingaretti fu, all’inizio dell’emergenza, uno dei primissimi esponenti politici a contrarre il coronavirus. In particolare fece scalpore il celebre aperitivo che il segretario Pd volle tenere in un locale di Milano, in nome di una “normalità” che non avremmo dovuto sacrificare di fronte all’arrivo del virus nel nostro paese.

Parola d’ordine: normalità! Un aperitivo a Milano, ho raccolto l’appello lanciato dal sindaco Sala e dal Pd Milano….

Pubblicato da Nicola Zingaretti su Giovedì 27 febbraio 2020

Poi, come riporta La Stampa, un passaggio sulla riapertura delle scuole, considerate da molti un possibile luogo di esplosione del contagio: “Possiamo riuscirci se intorno alle scuole capiamo che è importante tenere bassi i livelli di contagi. La scuola va tutelata evitando nuovi focolai soprattutto nei centri urbani. Aspettiamo la validazione dello Spallanzani e poi nel Lazio sperimenteremo il test salivare nelle scuole“. E’ quindi fondamentale, secondo il segretario Pd “non affollare le metropoli di eventi di massa che possono creare focolai, dobbiamo salvaguardare innanzitutto le scuole e le università“.

Lorenzo Palmisciano

Fonte: Il Corriere della Sera, La Stampa, Facebook Nicola Zingaretti

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