Briatore: “La polmonite è peggio del Covid”. Si comporta come un bulletto infantile, dice Pif

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Il manager e proprietario del Billionaire, uno dei focolai sardi, non si sente responsabile per i dipendenti contagiati nel locale. “Mi devo scusare perché dò lavoro?”, dice. E si sente vittima di un attacco politico e mediatico.

 

“Mi devo scusare perché dò lavoro?” si chiede Briatore sui dipendenti contagiati al Billionaire. Sta bene, a Monaco, ha camminato cinque chilometri e ha ripreso il lavoro normale di prima. Sembra sia andata bene per Flavio Briatore che, dopo tre settimane di Covid-19 e due tamponi negativi, ha finito la quarantena a casa di Daniela Santanchè. Dove ha trascorso i giorni a leggere i giornali, telefonare, guardare la tv, per cercare di “far passare le ore da solo”, dice Briatore al Corriere della Sera. Di brutto in quei giorni invece sono state la solitudine e anche l’impossibilità di vedere il figlio. Briatore torna sui giorni in cui aveva scoperto di essere positivo al virus, e sa di essere stato fortunato. “A parte la prostatite per cui ero entrato in ospedale, ho avuto solo due giorni di febbre a 38. Ma so che non va a tutti così”. La prostatite che ha reso una gran quantità di meme a fine agosto. Briatore dice di non aver avuto paura – anche perché una polmonite l’anno scorso lo aveva fatto stare molto peggio. Ma era molto sorpreso dal contagio. “Avevo lasciato la Sardegna il 18, fatto un test negativo il 19, e il tampone era giusto di prassi per il ricovero”. Tampone che però, in fase di preospedalizzazione per l’ingresso al San Raffaele, è risultato questa volta positivo. Ed era proprio il fatto di essere al San Raffaele, al reparto solventi – quello a pagamento con un trattamento di altissimo livello – a tranquillizzare il manager. “Credo al destino – dice lui, – il momento arriva oppure no. Ero al San Raffaele di Milano, un centro di eccellenza, con medici e infermieri fantastici che ti danno la sensazione di sapere cosa fanno”.  Tra cui il primario Alberto Zangrillo, che ha affermato a un certo punto – raccogliendo una grande quantità di critiche – che il virus era clinicamente inesistente. E con il quale Briatore ha detto di essere d’accordo, mentre ha rifiutato lo stampo di negazionista del Covid. Non avrebbe quindi “cambiato idea”, l’imprenditore, come hanno suggerito. “Ho solo dato ragione al dottor Alberto Zangrillo. Avevo detto che oggi i medici conoscono e trattano meglio il Covid. Poi, l’ho preso e ne ho avuto conferma. Non ho mai detto di non stare attenti, ma solo che non si può fermare il Paese”.

Il proprietario del Billionaire se la prende con il modo come esperti e autorità hanno gestito la comunicazione durante l’emergenza sanitaria, e afferma che nel suo locale, indicato come uno dei focolai di contagio in Sardegna, i dipendenti positivi – tutti bene, ora – erano 30, e non centinaia come invece si leggeva sui mezzi di comunicazione. Non si capisce perché il manager non abbia voluto fare un comunicato con i dati che, secondo lui, erano quelli giusti. Lui si difende dicendo che sarebbe stato inutile perché la Sardegna ha subito un “attacco mediatico orchestrato politicamente”, in cui il Billionarie è stato “strumentalizzato perché conosciuto in tutto il mondo”. Il messaggio che si voleva passare, secondo Briatore, era che nell’isola tutti avevano il virus, mentre invece in Emilia Romagna, Regione tradizionalmente di Sinistra, non c’erano contagi. “Solo le discoteche di destra avevano il Coronavirus, quelle di sinistra no”, provoca. È la tesi dell’attacco politico e mediatico, già difesa dal governatore della Sardegna Christian Solinas, che avrebbe usato la Costa Smeralda “dove vanno i ricchi”, compreso Briatore, che sostiene di non aver sbagliato niente nella gestione dei suoi locali, perché “non discutiamo le norme”. E che non ritiene di dover chiedere scusa ai suoi dipendenti, molti dei quali contagiati. “Devo licenziare mille persone? A Montecarlo, a Londra, siamo stati sempre aperti. Mi devo scusare perché dò lavoro? Mi sembra una follia”, giustifica. Per Briatore, che usa le stesse parole di leader mondiali negazionisti come il presidente del Brasile Jair Bolsonaro, “ci siamo dimenticati dei problemi reali. Dobbiamo far ripartire l’economia”. Per questo, i bollettini medici non andrebbero comunicati tutti i giorni ma solo una volta a settimana, perché “darli ogni giorno spaventa e distrae da disoccupazione, povertà, ritardi nell’erogazione dei sussidi e incapacità del governo”. L’ignoranza, per Briatore, è il migliore dei rimedi.
Anche per questo il manager è stato preso di mira dal conduttore radiofonico Pif che, durante la presentazione del suo nuovo programma, “I sopravvissuti”, su Radio Capital, ha detto che Briatore nei confronti del Covid si è comportato “un po’ come quei bulletti di classe che si fanno male mentre giocano a calcio e dicono: ‘No, non mi sono fatto niente, mi sono solo rotto un osso ma non è niente’“. Il conduttore, riportato dal Huffington Post, ha raccontato che invierà dei messaggi vocali a persone “importanti” su Whatsapp, e che il destinatario del primo messaggio sarà proprio lui: Flavio Briatore.

Fonte: Corriere della Sera, Huffignton Post

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