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I fratelli Bianchi a Rebibbia, Belleggia ai domiciliari si tira fuori. E racconta tutto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:46
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I verbali sull’omicidio di Willy Monteiro Duarte riportano due versioni diverse: una sostenuta dai fratelli Bianchi e Pincarelli, l’altra da Francesco Belleggia che si oppone agli amici.

 

La Storia ci insegna che per ogni fatto esiste sempre più di una versione, sempre almeno due sono le interpretazioni, le “campane” che suonano. E l’omicidio del 21enne Willy Monteiro Duarte non fa eccezione. Dai verbali – riportati dalla Repubblica – emergono due versioni talmente diverse che sembra quasi si riferiscano a due situazioni diverse. Da un lato troviamo i due fratelli Marco e Gabriele Bianchi  insieme a Mario Pincarelli – tutti attualmente in carcere, dove temono ritorsioni da parte degli altri detenuti. I tre sostengono di non aver mai picchiato Willy e respingono ogni accusa. “Vediamo una rissa e ci dirigiamo verso la folla. Mentre cercavamo di capire vedo Willy spostarsi, come se fosse stato spinto. Accanto a Willy c’era un ragazzo che gesticolava e io l’ho solo spinto perché temevo che colpisse mio fratello” – ha dichiarato Gabriele, il maggiore dei fratelli Bianchi. E anche la versione del fratello minore Marco non si discosta: “Ho spinto Willy, è caduto ma poi si è rialzato e io sono andato via. L’ho solo spinto con le mani, non gli ho dato un calcio al torace, non ho dato nessun colpo”. E anche Mario Pincarelli conferma la versione dei due fratelli: “I Bianchi non hanno toccato nessuno”.

Ma Francesco Belleggia – l’unico dei quattro ai domiciliari – racconta tutta un’altra storia. Belleggia ha dichiarato agli  inquirenti di aver visto Marco Bianchi sferrare un calcio a Willy mentre il fratello Gabriele stava picchiando l’amico del giovane Monteiro, colui che Willy era intervenuto a difendere.  Intanto – riferisce Today – a Palliano gli amici di Willy Monteiro hanno voluto rendere omaggio alla memoria del loro giovane amico morto troppo presto e in modo assurdo, con un murales. Il volto di Willy è stato raffigurato sulla parte retrostante del muro di contenimento di Piazzale Aldo Moro.

 

Samanta Airoldi

Fonte: Repubblica, Today