Il Coronavirus manda all’aria Sanremo. Senza pubblico non ha senso farlo, dice Fiorello

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Il Coronavirus rischia di far saltare la prossima edizione del Festival di Sanremo. In assenza di pubblico la trasmissione non si farà.

Il Festival di Sanremo è uno di quegli appuntamenti che non si cambia, non si modifica, non si rimanda. Gli organizzatori, al riguardo, sono sempre stati chiari e non hanno mai mostrato segni di cedimento circa l’ipotesi di annullare l’evento. La causa, ça va sans dire, è il Coronavirus e le conseguenze della pandemia, che si riversano non soltanto sull’assetto organizzativo di lavori, uffici, scuole e vita sociale ma anche sul mondo della televisione. Tuttavia, entusiasmi ed ottime intenzioni a parte, la realtà è un’altra e il protocollo sicurezza RAI che l’azienda televisiva nazionale ha messo in atto per proteggere dal contagio i suoi lavoratori, il suo pubblico e tutti gli ospiti delle varie trasmissioni potrebbe porre un freno agli ottimismi. Vietati gli assembramenti, mentre resta l’obbligo di garantire la distanza interpersonale di almeno un metro. Due presupposti che non combaciano, ad esempio, con la presenza dell’orchestra che suona dal vivo, ogni anno. Ma la parte più difficile da conciliare è quella del pubblico del Teatro Ariston.

Un pubblico che fa l’80 per cento del Festival, dice Fiorello, che si è espresso sulla faccenda a Camogli, durante il Festival della Comunicazione a cui ha recentemente partecipato. “Fare Sanremo senza pubblico non avrebbe senso“, ha detto lo showman che dovrebbe essere alla conduzione nuovamente insieme ad Amadeus. Quest’ultimo sembra essere più sicuro di farlo, mentre Fiorello frena gli entusiasmi e chiama in ballo il parere degli esperti secondo cui si avrà a che fare con il virus per almeno ancora sei mesi. “Il format di Sanremo prevede assembramento, è 1500 giornalisti in sala stampa, è 1000 persone davanti all’Ariston. È avere la gente che aspetta i cantanti sotto gli hotel per poterli toccare e abbracciare. Se levi tutto questo, hai levato l’80 per cento di Sanremo”, ha detto il presentatore, come riporta Tgcom24.

Ed anche se bisogna pensare alle persona a casa e non in sala, risulta comunque difficile cantare e fare comicità davanti a una platea semi vuota. Infatti, il pubblico verrebbe necessariamente distanziato, lasciando molti posti liberi in platea e in galleria, svuotando di fatto l’Ariston. “Sanremo si fa col pubblico oppure nulla. È impensabile un Ariston vuoto” ha aggiunto il conduttore, ma poco dopo il direttore di Rai 1, Stefano Coletta, ha precisato: “Il festival si farà”. In soldoni, la dirigenza RAI spinge verso la realizzazione del Festival e non ha alcuna intenzione di rinunciarci. Mentre il conduttore e direttore artistico Amadeus sembra seguire le idee di Fiorello, rifiutando l’idea di un Festival senza pubblico. Intanto, a Camogli Fiorello ha ricevuto il premio Comunicazione, spendendo parole anche sull’attuale situazione pandemica. Un invito ai giovani ad usare la mascherina e a non scherzare con il virus; poi una critica ai negazionisti che negano l’esistenza del Covid; poi qualche battuta e qualche risata in una pizza affollata ma distanziata. Fiorello ha poi voluto sottolineare quanto sarebbe difficile per gli artisti approcciare a un teatro vuoto per intrattenere un pubblico presente in sala solo parzialmente. Eppure, in un momento di enorme difficoltà economica per il comparto televisivo e quello musicale, rinunciare a Sanremo significherebbe condannare l’intero settore dello spettacolo a una crisi ancora più grave.

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