Omicidio Vannini, oggi la seconda udienza. Ma la versione dei Ciontoli non cambia

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È ripreso questa mattina, mercoledì 9 settembre, il processo d’Appello bis per l’omicidio di Marco Vannini. Sul posto, a Piazzale Clodio, le telecamere di Leggilo.

Si è svolta oggi la seconda udienza del processo d’appello bis per l’omicidio di Marco Vannini. A Piazzale Clodio sono arrivati i genitori di Marco, Marina Conte e Valerio Vannini, carichi di speranza e fiduciosi, sperano, che la giustizia possa fare finalmente il suo corso. L’udienza, iniziata alle ore 9.00 di questa mattina, ha visto come protagonista Viola Giorgini, fidanzata di Federico, difesa dall’avvocato Cesare Planica. In aula era presente anche Antonio Ciontoli, sostenuto da una stampella.

Comincia, alle ore 9,39, la difesa ad interrogare Viola Giorgini. La sua versione, però, non è molto differente da quella ormai nota a molti. Lei e Federico si sarebbero avvicinati al bagno, vicino al corridoio, dopo aver percepito che qualcosa non andasse. Avrebbero provato ad aprire la porta, ma entrambi sono stati respinti perché Marco era nudo. “Antonio rassicurava ma Federico è entrato lo stesso e uscito subito e aveva in mano una pistola, sono rimasta sbalordita, non ci credevo”, ha detto Viola. Martina sarebbe stata in bagno, in quanto la ragazza avrebbe sentito la sua voce. Tuttavia, Antonio Ciontoli avrebbe riferito che si trattava solo di un grande spavento. “Marco era seduto vicino alla vasca, appoggiato con la schiena. Volevamo una spiegazione, Antonio diceva che era un colpo d’aria, per me era una spiegazione completa, mi fidavo di lui, lo conoscevo e io sono ignorante in fatto d’armi”, ha raccontato. Il Ciontoli, insomma, sembrava sicuro e la ferita era come un marchio, un timbro, quasi impercettibile. Marco uscì dal bagno accompagnato, coperto solo nelle parti intime.

“C’era chi sollevava le gambe di Marco, Martina ci parlava rassicurandolo, io presi acqua e zucchero, pensando che un calo di pressione lo aiutasse a riprendersi”, prosegue la ragazza secondo la quale era molto probabile che i sintomi accusati da Marco somigliassero ad un calo di pressione o ad un attacco di panico. A quel punto, il Presidente della Corte Garofalo incalza con le domande. E così, Viola spiega: “Marco era infastidito, sembrava iracondo. Federico è tornato in camera e ha detto basta, bisogna chiamare. Io il bossolo non lo vidi. Volevo solo che Antonio si convincesse a chiamare”. Anche Martina e Maria insistono per chiamare. A questo punto del racconto, conferma Terzo binario, Viola piange ricordando le urla di Marco quando è stato portato giù in salone.

“Vorrei essere più precisa per ricordare quando venne vestito, ma non me lo ricordo. Addosso aveva indumenti comodi. Non ricordo se era stato asciugato. Marco era sdraiato vicino alle scale”, prosegue Viola. Quando arrivano i sanitari Viola è sola, perché Federico stava spostando la macchina. Arrivò dopo, lasciandola in mezzo alla strada non trovando posto. Soltanto arrivati al Pit, Viola capisce. Ed è lì che Maria Pezzillo, moglie di Antonio Ciontoli, dice a Marina dice che Marco era caduto dalle scale sbattendo la testa. “Oggi riflettendo capisco meglio il perché di quella versione. Assodato e certo che nessuno volesse far male a nessuno. Certo che Antonio volesse salvarlo, gestendo lui la situazione”, prosegue Viola.  Erano tutti convinti, però, che la situazione si sarebbe risolta. E invece, Marco era morto: “Eravamo increduli, che non fosse possibile”, prosegue Viola.

Ripercorriamo le tappe del processo VanniniIn diretta da Piazzale ClodioLeggilo.Org

Pubblicato da Chiara Feleppa su Mercoledì 9 settembre 2020

Ore 10.45, turno del Pg che chiede a Viola se è ancora fidanzata con Federico Ciontoli. Lei conferma. Si discute, in particolare, di quanto possano risultare attendibili le dichiarazioni di Viola, sentita dai Carabinieri senza avvocato. Per il Presidente della Corte, tuttavia, quelle dichiarazioni sono inutilizzabili. Alle ore 11.26, tocca all’avvocato Celestino Gnazi. “Ricordo di essere stata sentita a Ladispoli dai Carabinieri. Sentito il rumore, immaginavamo io e Federico che fosse capitato qualcosa e siamo usciti dopo qualche secondo. C’era Maria fuori dal bagno, mentre di Martina ho sentito solo la voce”, dice Viola. Marco nel bagno non era steso, ma sicuramente era fuori dalla vasca, a detta della teste. Viola avrebbe sentito urlare Marco quando era al piano di sopra, alla seconda chiamata al 118. Le prossime tappe del processo sono intanto fissate al 16, 23 e 30 settembre.

Chiara Feleppa

 

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