Boccia: “Gli italiani non ci hanno ascoltato, peccato”

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Da quanto dichiarato dal Ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, non ci sarà un nuovo lockdown ma non si escludono nuove chiusure settoriali e differenziate. Molti dubbi circa la riapertura delle scuole a settembre.

 

 

I dati del Ministero della Salute in merito alla situazione di oggi ci informano che i casi attualmente positivi sono 14.867, +134 rispetto a ieri. Nelle ultime ventiquattro ore 4 morti che portano il totale a 35.400. Il numero complessivo dei dimessi e dei guariti sale a  203.968 con un incremento di 182 persone. I pazienti ricoverati salgono a 810, + 23 da ieri mentre nelle terapie intensive 58 assistiti, + 2 rispetto a ieri. Ad oggi, in Italia, il totale delle persone che ha contratto il virus è 254.235, +320 rispetto a ieri.

Coronavirus: non si escludono nuove chiusure

Un lockdown come marzo o aprile sarebbe impensabile, non ce lo possiamo permettere”. Lo dichiara il Ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia in un’intervista rilasciata al quotidiano Libero. Tuttavia il ministro non esclude nuove chiusure settoriali di singoli comparti economici e differenziate territorialmente se la situazione relativa al Covid dovesse peggiorare.  In effetti, da un po’ di settimane la curva dei contagi sta tornando a salire in maniera allarmante. E come fa notare Il Messaggero, in regioni come il Lazio circa la metà dei positivi è costituita da giovani rientrati dalle vacanze all’estero.

Su questo il ministro Boccia si dichiara dispiaciuto: “Questa doveva essere l’estate da passare in Italia, oltre alla nazione più bella al mondo adesso siamo anche tra le più sicure sotto l’aspetto sanitario… Avevamo fatto un appello per restare dentro i nostri confini, non tutti lo hanno seguito… Peccato”. Come per la ex collega Maria Elena Boschi, dunque, anche per il ministro Boccia la responsabilità del nuovo aumento di casi ricade soprattutto sulle spalle degli italiani. Per questo motivo l’attenzione deve rimanere alta e non bisogna allentare i monitoraggi dell’andamento del virus. Il ministro, pertanto, preferisce prevenire che curare, anche se ammette che la situazione sanitaria del Paese ora è sotto controllo anche grazie all’intervento del Governo. E, sempre nel senso di una sinergia volta a contrastare nuovi focolai, il ministro Boccia auspica ad una sempre crescente collaborazione tra Stato e Regioni.

E se sul fronte vaccino anti Covid il ministro Boccia si mostra moderatamente positivo asserendo che l’Italia è avanti sulla tabella di marcia, ben altra è la sua disposizione su un tema parecchio scottante: la riapertura delle scuole. Gli istituti scolastici, secondo quanto ribadito più volte dal Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, dovrebbero ripartire con le lezioni in aula il prossimo 14 settembre. Ma il nuovo aumento dei casi potrebbe far saltare tutti i progetti. E il ministro per le Autonomie commenta: “C’è forse un Paese al mondo dove la ricetta per riaprire le scuole ha funzionato? Me lo dica, così lo copiamo e finisce la storia. Ricordo solo che Berlino ha dovuto chiudere dodici scuole dopo averle riaperte. E stiamo parlando della Germania”.

 

 

Fonti: Libero, Il Messaggero, Ministero della Salute

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