Dopo Casalino arriva Sergio Battelli: ha la terza media e gestirà i miliardi del Recovery Fund

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Sergio Battelli è stato confermato Presidente della Commissione per le Politiche Ue, un posto già ambito ma divenuto fondamentale a seguito del piano Recovery Fund. Ma c’è un particolare: Battelli ha la terza media e nessuna conoscenza del diritto comunitario.

 

Sergio Battelli, Deputato ligure del Movimento 5 Stelle, è stato confermato Presidente della Commissione per le Politiche Ue a Montecitorio. Una poltrona già ambitissima – si tratta della Commissione che discute i Regolamenti e le Direttive provenienti da Bruxelles prima dell’approdo in Aula – divenuta in queste settimane fulcro principale della proposta prima del Recovery Plan e poi del Recovery Fund. Il Next Generation Ue approvato dall’Eurogruppo, che prevede per l’Italia 208,8 miliardi di euro di cui 81,4 di sussidi e 127,4 di prestiti, rappresenta al momento il pilastro attorno a cui si regge la Maggioranza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ed è dunque una sorpresa la riconferma – pur inserita all’interno di accordi tra i partiti del Governo – di Battelli. Nomina che ha fatto storcere il naso al Partito Democratico che mal ha dovuto digerire la riconferma, e magari ambiva proprio a quella poltrona in modo da affiancare un uomo di fiducia al Ministro delle Politiche Ue Enzo Amendola.

Il problema, che in queste ore sta infiammando la polemica, è il curriculum di Battelli. Il Deputato ligure – come spiega Il Giornale – ha solo la terza media, e quindi nessuna conoscenza del diritto comunitario indispensabile per ricoprire quel ruolo, oltre ad un esperienza lavorativa che annovera soltanto 10 anni come commesso di un negozio di animali e all’interno di una rock band. Curriculum decisamente magro per l’uomo che guiderà la discussione tra Maggioranza e Opposizione all’interno della Commissione sul pacchetto europeo degli aiuti per l’emergenza sanitaria ed economica. Per il Movimento 5 Stelle sembrano non esserci problemi, anzi. Battelli ricopre già il ruolo di Tesoriere all’interno del partito fondato da Beppe Grillo ed è alla sua seconda esperienza parlamentare, essendo già stato eletto nel 2013, finendo nelle liste liguri dopo aver preso 90 voti alle primarie online, mentre nel 2018 prese 363 voti.

Ma la riconferma di Battelli è mal vista anche all’interno del Movimento, dal momento che – anche questa – non sarebbe altro che un’altra pedina nello scacchiere di poltrone del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Battelli e l’ex capo politico pomiglianese infatti hanno mosso i primi passi insieme, ai tempi dei meetup, ed è stato proprio Di Maio a volerlo a capo della Tesoreria grillina. Insomma, “uno vale uno” vale più della meritocrazia. L’ala ormai in rotta con la vecchia dirigenza grillina – formata dai nuovi parlamentari al primo mandato – denuncia la presenza all’interno del gruppo di colleghi molto più capaci, penalizzati soltanto dal fatto di non essere entrati nelle grazie di Di Maio. La polemica su Battelli era già montata nel lontano 2013 quando, chiaramente con lo stesso curriculum ma alla prima esperienza politica, divenne Presidente della Commissione Cultura alla Camera.

Battelli anni fa aveva già spiegato di non aver concluso le scuole superiori a causa di un anno perso per motivi di salute. Il Deputato infatti ha raccontato di essere stato vittima di un gravissimo caso di malasanità e di essere guarito soltanto dopo costose – e in giro per l’Italia – visite e un’operazione a Padova, al tempo aveva 17 anni. Nessuno, chiaramente, contesta la vita privata di Battelli, quanto piuttosto le competenze per ricoprire quel ruolo. Come spiega Il Corriere della Sera, il Deputato ligure ha risposto, con un post pubblicato su Facebook, alle accuse arrivate in queste ore. Scrive Battelli ai suoi followers: “Sapete perché guardo avanti senza prendermela troppo? Perché in ballo c’è una partita troppo importante per il futuro dell’Europa. Ecco perché dire che è tutto nelle mie mani mi lusinga ma è un’enorme fake news”. Il Deputato si riferisce al ruolo effettivo della Commissione da lui guidata nel processo che porterà i fondi del Recovery in Italia. Come noto sarà il Ciae – il Comitato Interministeriale convocato dal Premier Conte – e il Parlamento a discutere delle spese del Recovery, ma la Commissione, su cui premerà l’Opposizione per il contrasto alle scelte della Maggioranza, rappresenta un punto fondamentale della discussione parlamentare. E conclude: “Mi sorprende che a prendere cantonate sul funzionamento del Recovery sia anche qualche politico navigato in perenne campagna elettorale. Io ho sempre continuato a studiare e lavorare onestamente”.

Mi scrivete in tantissimi per avvisarmi ed esprimermi solidarietà per articolacci, post social e commenti pieni di…

Pubblicato da Sergio Battelli su Sabato 8 agosto 2020

Fonte: Il Corriere della Sera, Il Giornale, Sergio Battelli Facebook

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