Lockdown e mancata zona rossa, i magistrati indagano e Conte si contraddice

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Da uno dei verbali desecretati emerge che gli esperti del Comitato tecnico scientifico suggerirono di chiudere i comuni di Alzano e Nembro a inizio marzo. Ma il Premier aspettò 6 giorni che potrebbero essere stati fatali.

Dopo giorni di attese e un braccio di ferro giuridico almeno 5 dei verbali prodotti dal Comitato tecnico scientifico durante l’emergenza Coronavirus, sono stati desecretati dalla presidenza del Consiglio dei Ministri. Su di essi – stando a quanto dichiarato dal Governo – si sarebbero dovute basare le scelte del premier Giuseppe Conte a partire dal lockdown. Purtroppo, tuttavia, i documenti stanno rivelando altro. Il Presidente del Consiglio non seguì le indicazioni dei tecnici sulle chiusure differenziate ma preferì chiudere indistintamente tutto il Paese, anche laddove – secondo gli esperti – non vi era necessità. Mentre – ironia del caso – non chiuse prontamente i comuni di Alzano e Nembro, nella Valseriana quando il Comitato tecnico scientifico lo invitava a spingere sull’acceleratore vista la situazione sanitaria. Come riporta Huffington Post il 3 marzo il Cts, dopo aver ricevuto i dati inerenti la situazione dei contagi dei due comuni bergamaschi, suggerì l’immediata istituzione della zona rossa come era stato predisposto per Codogno. In quella data Alzano e Nembro contavano già 20 casi. Il provvedimento sembrava dovesse essere preso a ore, a minuti: tanto che 250 poliziotti e carabinieri erano già pronti a sigillare la Bassa Valseriana. Ma l’ordine da Palazzo Chigi non arrivò. Il Premier non seguì le indicazioni dei tecnici, dunque ma pretese un secondo pronunciamento che arrivò, identico al primo, il 5 marzo. Il giorno seguente Conte decise che tutta la Lombardia doveva diventare zona rossa ma il decreto divenne operativo soltanto l’8 marzo. Quindi tra il responso degli esperti e la chiusura di Alzano e Nembro passarono ben 6 giorni. Giorni che, forse, sono stati fatali per i due comuni: infatti a Codogno, dove si chiuse subito tutto, i numeri dei decessi sono stati del 369% in più rispetto allo stesso periodo del 2019; ad Alzano e Nembro si è avuto un incremento del 745%. 

Le incongruenze sulla vicenda sono ancora moltissime. Nel verbale del 3 marzo sono contenuti due “omissis“, due annotazioni che, pur inerenti la sicurezza sanitaria dei cittadini, non si volevano rendere pubbliche. Come non è chiara la posizione del Premier il quale non ha ancora spiegato la ragione che lo portò a chiudere subito Codogno e ad aspettare giorni prima di chiudere Alzano e Nembro. Il 12 giugno – riporta il Corriere della Sera – il primo ministro disse ai magistrati di Bergamo di non aver mai visto il verbale degli esperti del 3 marzo. Ma questa versione viene smentita da un’intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano – e riportata sul sito di Palazzo Chigi – datata 2 aprile. nell’intervista Conte diceva esattamente queste parole: “La sera del 3 marzo il Comitato tecnico scientifico propone per la prima voltala possibilità di una nuova zona rossa per i comuni di Alzano Lombardo e Nembro”.

Samanta Airoldi

Fonte: Huffington Post, Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano

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