Covid tra i migranti: “Non possiamo obbligarli all’isolamento” dice il Prefetto di Treviso

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Tornano a salire i casi di Covid in Italia, infatti il Premier ha deciso di riconfermare le restrizioni fino a settembre. Molti dei nuovi contagi sono riconducibili ai migranti. Soltanto in Veneto oltre 200 hanno il virus.

 

I dati del Ministero della Salute in merito alla situazione di oggi ci informano che i casi attualmente positivi sono 2.953, + 29 rispetto a ieri. Nelle ultime ventiquattro ore 13 morti che portano il totale a 35.203. Il numero complessivo dei dimessi e dei guariti sale a 201.947 registrando un incremento di 305 persone. I pazienti ricoverati scendono a 771, – 8 da ieri mentre nelle terapie intensive 43 assistiti, + 1 rispetto a ieri. Ad oggi, in Italia, il totale delle persone che ha contratto il virus è 250.103, +347 rispetto a ieri.

Migranti non isolati e feste nei centri di accoglienza

Nelle ultime settimane il Covid – dopo un periodo di decrescita – sembra essere riesploso. Per questa ragione il Premier Giuseppe Conte ha deciso di prorogare lo Stato di Emergenza fino al 15 ottobre e di riconfermare le misure restrittive fino a settembre. Dunque mascherine, distanziamento sociale, niente assembramenti, discoteche ancora chiuse e divieto di ingresso da chi proviene da 16 Paesi dove la situazione sanitaria è ritenuta particolarmente critica.  Alcuni dei nuovi contagi riguardano i migranti. Una delle Regioni che – per quanto avesse gestito bene l’emergenza – ora si trova di nuovo nel caos è il Veneto. Nell’ex caserma Serena di Treviso – riporta Il Giornale – i casi sono 257: 246 immigrati e 11 operatori. Tutto è nato da un lavoratore pakistano, rientrato con il virus dopo essere stato al suo Paese. I casi sono aumentati nel giro di poco e la ragione è molto semplice: i migranti positivi non sono stati divisi dagli altri. Infatti il progetto di realizzare un’ ala, all’interno dell’ex caserma, specificamente dedicata all’isolamento dei migranti infetti, non è mai stato portato a termine.

I migranti con il Covid, dunque, per tutto il periodo di quarantena sono rimasti a contatto con gli altri immigrati sani e con gli operatori:  nonostante il divieto di assembramento tutt’ora vigente in Italia – sarebbero state organizzate feste all’interno della struttura. Secondo il Prefetto di Treviso non si può fare nulla: “Possiamo imporre di stare in quarantena ma non possiamo obbligarli all’isolamento”. Ma non è solo il Veneto ad essere nell’occhio del mirino del Covid. Continuano ad emergere casi di migranti positivi al Covid anche al Sud. Come riporta il Giornale di Sicilia a Palermo sono arrivati 8 migranti positivi, trasferiti dal centro di accoglienza di Pian del Lago di Caltanisetta.

Samanta Airoldi

Fonte: Il Giornale, Giornale di Sicilia, Ministero della Salute

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