Antonio non si trovava: era sotto 5 metri tra le alghe, nel lago di Como

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Patrizio e Antonio. 23 anni il primo, 25 il secondo. Uno soccorso in codice verde. Un altro deceduto. E’ accaduto a Lierna, comune in provincia di Lecco che si affaccia sul lago di Como.

 

Adorava la musica, le uscite, gli amici e i tatuaggi. Si mostra sorridente, Patrizio Antonio Catena, nelle ultime foto presenti sul suo profilo Facebook. Un’estate ancora da iniziare, la sua; un’estate che spesso vede uscite e divertimenti capovolgersi in tragedie e dolore. “Mamma tutto bene, a dopo”, aveva scritto Patrizio,23 anni di Pozzo d’Adda, in provincia di Milano, in un messaggio alla madre. L’ultimo messaggio, prima di dire addio alla sua famiglia e alla sua vita piena di affetto, come si evince dalle foto postate sui social. La tragedia, informa Il Messaggero, è accaduta sabato mattina. Patrizio stava nuotando con Antonio Crosera, 25enne di Giussano e suo amico, che forse a causa di un malora ha cominciato ad annaspare. Ha provato ad aiutarlo, Patrizio, ma senza riuscirci: è annegato anche lui, ed è la terza vittima in una settimana.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i volontari del soccorso di Bellano e i vigili del fuoco, ma le condizioni del giovane milanese sono apparse da subito disperate. Sono stati anche mobilitati i soccorritori dell’eliambulanza di Sondrio che hanno tentato di rianimarlo a lungo. Dopo qualche istante di speranza, in cui è parso che potesse riprendersi, dopo un’ora di manovre cardipolmonari i sanitari non hanno potuto che constatarne il decesso. Incredulo l’amico che, resosi conto di quanto accaduto, ha iniziato a gridare e a chiedere dove si trovasse Patrizio. Luca Marcelli, 49 anni, trentadue dei quali da sub, che sul lago gestisce una società nautica, ha raccontato di essere stato allertato subito allertato per cercarlo. “Ho indossato maschera e bombole e mi sono immediatamente immerso”, ha detto. Nonostante l’acqua torbida e le alghe sul fondale, l’uomo è riuscito ad individuare il ragazzo a circa cinque metri di profondità. “Vedendolo ho subito realizzato che aveva pochissime speranze di salvezza se non nulle, perché era lì sotto da troppo tempo”, ha concluso.

Fonte: Il Messaggero

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