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Conte prepara gli Stati Generali: mille idee, molte confuse. E si fa il nome del successore

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:56
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Il Premier Conte ha presentato ai cronisti presenti gli Stati Generali e l’idee su cui lavora il Governo per il Recovery Plan. Nessuna chiusura sul Mes, si vedrà a tempo debito. Ma Conte è sicuro: la Maggioranza è coesa. 

Stati Generali, Conte: "Non sarà una passerella, Maggioranza coesa. Mes? Prematuro parlarne" - Leggilo.org

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha presentato, a grandi linee, gli Stati Generali dell’Economia, una tre giorni a Villa Pamphili a Roma dove l’Esecutivo presenterà alle parti sociali i progetti e il piani per la spesa dei fondi che dovrebbero arrivare dall’Ue con il Nex Generation Ue. Dall’evento, dunque, dovrebbe arrivare il nostro Recoverdy Plan da presentare entro settembre. Conte, dopo le polemiche con il Partito Democratico, ha deciso di accelerare sulle proposte: l’obiettivo, ha spiegato il Premier, è convincere la Commissione Ue ad anticipare i fondi che, di norma, non sarebbero pronti prima del 2021. Come spiega Il Fatto Quotidiano, il Capo del Governo appare ottimista: “Ho subito prospettato alla Commissione l’esigenza di erogarli prima. Ma i finanziamenti si basano sullo stato di avanzamento dei progetti: sarà importante realizzarli in tempo”. Ma in cosa consisteranno questi progetti? Anche, al momento, i lavori sono un segreto – anche per la Maggioranza – Conte ha spiegato che si tratta di diversi investimenti in opere di utilità pubblica – in alcuni casi misto a privato – che dovrebbero permettere all’economia di ripartire, facendo leva sul settore strategico della comunicazione e delle costruzioni.

Come spiega Il Corriere della Sera, il Premier ha chiarito alcuni passaggi: “Lavoriamo per varare una nuova versione di Impresa 4.0: si chiamerà Impresa 4.0 plus e avrà incentivi consistenti per una spinta ulteriore alla digitalizzazione delle imprese”. Altra disposizione che dovrebbe favorire gli investimenti – o quanto meno abbattere i tempi burocratici – sarà l’inserimento di norme ad hoc per sospendere temporaneamente il Codice degli Appalti. Ad esempio si porteranno, tramite Decreto di Semplificazione, l’autorizzazione ambientale dai 5 anni attuali alle 5 settimane. Si lavora poi sulle infrastrutture di base, come le ferrovie al Sud e la statale Jonica da Reggio-Calabria a Taranto. Progetti che se da un lato accantonano il Piano Shock presentato da Italia Viva, dall’altro ridimensionano il lavoro del Comitato Tecnico guidato da Vittorio Colao, che nei giorni scorsi ha presentato un rapporto da 112 pagine e 102 iniziative. Ma Conte assicura: “Quello non è un piano di rilancio politico, sono schede di lavoro, ma darà tanti spunti la task force di Colao, che ha fatto un grandissimo lavoro”.

Tra gli spunti messi nero su bianco, ha decisamente attirato l’attenzione la proposta di investire un miliardo di euro per un milione di alberi. Una proposta che certamente non rientra nella riconversione green industriale – tantomeno nel progetto Green New Deal dell’Unione Europea – molto costosa e forse usata dal Premier in maniera ridondante. Inoltre è da ricordare che, grazie agli investimenti in parchi, comunità montane e oasi delle associazioni ambientaliste, la forestazione in Italia è tra ai primi posti in Europa. E non rientra certo nelle richieste delle associazioni di categorie di allevatori ed agricoltori, la proposta. La sensazione è che, alcune delle idee che Conte presenterà a Villa Pamphili saranno affascinanti, certo, ma non troveranno spazio nè trai i progetti Ue nè nella ripresa del piano economico. Alcune nuove, altre decisamente retrò, come il Ponte sullo Stretto. Insomma cosa ci dobbiamo aspettare: un nuovo programma di chi vuole vincere le prossime elezioni oppure un piano di investimenti?

Che la situazione sia quantomeno caotica, lo dimostrano le parole del Premier sul Mes. Come spiega La Stampa, dopo le pressioni del Segretario Dem Nicola Zingaretti, che ha invitato il Governo a discutere del fondo riservato alla Sanità, Conte appare più sibillino: “Quando avremo fatto tutte le valutazioni necessarie, nello spirito che accompagna ogni buon padre di famiglia che va in banca a chiedere dei soldi, prenderemo una decisione”. E ancora: “In ogni caso sarà il Parlamento ad avere l’ultima parola”. Ma mentre gli Stati Generali decollano, ci sono questioni che richiedono la massima urgenza: per ArcelorMittal, Conte ha ribadito che il Governo terrà la posizione: non sono accettabili gli esuberi. Mentre su Alitalia, in settimana, si arriverà ad una decisione definitiva sulle revoche. E sulle voci che vogliono un PD al lavoro per rimpiazzarlo con l’attuale Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, Conte elude i cronisti: “Mi chiedete dell’ipotesi di Lorenzo Guerini come premier al mio posto? Ma le pare che io con tutto il lavoro che c’è da fare io possa seguire tutte le suggestioni di cui si parla?”.

 

Fonte: Il Corriere della Sera, La Stampa, Il Fatto Quotidiano

 

 

 

 

 

 

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