Home Cronaca Coronavirus, pochissima fiducia nel ritorno alla normalità: “Non abbiamo ancora vinto”

Coronavirus, pochissima fiducia nel ritorno alla normalità: “Non abbiamo ancora vinto”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:39
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Il Commissario per l’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, afferma che la battaglia contro il Covid 19 è tutt’altro che vinta. Pertanto non è ancora possibile il ritorno alla normalità.

Coronavirus arcuri battaglia non vinta

In molti speravamo che il giorno 4 aprile avrebbe segnato la fine della nostra battaglia contro il Covid 19 e il ritorno alla nostra quotidianità. Ma, purtroppo, così non è. Le misure contenitive sono state prorogate e, secondo il decreto emanato il 25 marzo dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, potrebbero essere protratte, di 30 giorni in 30 giorni, fino al 31 luglio se l’emergenza lo richiederà. Qualche giorno fa il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese si è detta speranzosa che tutti potremo farci le consuete vacanze estive il prossimo agosto. Sulla questione si è espresso il Commissario per l’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri. Arcuri  riferisce  Repubblica – è decisamente meno fiducioso di Lamorgese. Infatti ha specificato che la battaglia contro il Coronavirus non è ancora vinta e che, pertanto, per il momento non è davvero possibile fare progetti e calendarizzare riaperture. Dunque, per ora niente ritorno alla normalità. Il commissario invita tutti a continuare a fare la propria parte e a rispettare le regole, uscendo di casa il meno possibile e solo per reali necessità.

Dobbiamo evitare di cominciare a pensare che stiamo vincendo, che abbiamo costretto avversario in un angolo e stiamo per avere il sopravvento: gli indicatori ci dicono solo che stiamo cominciando a contenerne la portata. Ma la sua dimensione, seppure è ancora rilevante” ha detto ancora Arcuri, che ha sottolineando: “Bisogna astenersi dal pensare che sia già arrivato il momento di tornare a normalizzare comportamenti“. E ha aggiunto ancora: “Non è il momento di pensare alla normalizzazione e ai calendari, continuiamo come abbiamo fatto finora

 

Arcuri si è poi soffermato su un’altra questione cruciale:i dispositivi sanitari essenziali nelle terapie intensive e in quelli di protezione. Ha spiegato che in soli 5 giorni i ventilatori sono passati da 1280 a 1679. Mentre i posti letto in terapia intensiva, dall’inizio dell’emergenza ad oggi, sono passati da 5179 a 9284, cioè il 79% in più.  Quelli nei reparti infettiva e pneumologia, che erano 6.198 ora sono 34.320, oltre 4 volte di più.  Quanto alle mascherine il commissario Arcuri informa che il 3 aprile alle Regioni sono stati inviati ben 51,8 milioni di dispositivi per la protezione individuale. Inoltre, proprio al fine di incrementare la produzione di mascherine, è stato avviato un progetto che coinvolgerà 3 carceri italiane Rebibbia, Milano Bollate e Salerno. In questi istituti  8 impianti automatizzati consentiranno di produrre 400 mila mascherine al giorno.
Recentemente ci sono state diverse polemiche proprio riguardo i dispositivi di protezione forniti alla Protezione Civile che sono risultati non essere adeguati.

In Toscana alcuni sindacati di medici e operatori del 118 hanno denunciato il Governatore regionale Enrico Rossi. A tal proposito, per rassicurare tutti, qualche giorno fa – ha riportato Il Messaggero – il commissario Arcuri, in conferenza stampa alla Protezione Civile, ha puntualizzato che tutti i dispositivi acquisiti sono assolutamente a norma.

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Fonte: Repubblica, Il Messaggero

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