Coronavirus, gli operatori sanitari denunciano il Governatore della Toscana

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Medici e operatori sanitari della Toscana hanno denunciato il governatore regionale Enrico Rossi e l’assessore alla Sanità Stefania Saccardi.

Enrico Rossi - Leggilo.org

Il Coronavirus sta portando con sé anche una serie di denunce di carattere penale. E non solo per i tanti – troppi – cittadini che escono di casa violando la quarantena. Nel mirino ora ci sono anche il Governatore della regione Toscana, il Dem Enrico Rossi, l’assessore regionale alla Sanità, Stefani Saccardi e il direttore del Dipartimento regionale per le maxi urgenze, Piero Paolini. Già a febbraio Rossi era stato al centro delle polemiche per non aver voluto sottoporre a quarantena i 2500 cinesi che rientravano dalla Cina in seguito al capodanno. Ora la denuncia – spiega La Verità – è partita dal Sindacato nazionale autonomo dei medici (Snami), dalla Federazione sindacale dei medici uniti (Fismu) e dal Cobas della Asl Toscana Centro che rappresenta gli operatori sanitari del 118 che prestano servizio sulle autoambulanze. Le accuse rivolte a Rossi, Saccardi e Paolini sono due: aver dotato i medici della Regione di mascherine del tutto inadeguate alla protezione individuale e aver emesso regole deontologicamente scorrette nel trattamento dei malati.

Per quanto riguarda le mascherine date in dotazione ai medici e agli operatori sanitari della Toscana, esse, prodotte da un laboratorio regionale, erano state ritenute “soddisfacenti” dal Dipartimento di Chimica di Firenze. Ma, sottoposte al vaglio del Politecnico di Torino e della dottoressa Alice Ravizza, sono state giudicate “non utilizzabili come dispositivi medici secondo i contenuti della Circolare del ministero della salute del 13 marzo“. E – sempre secondo le analisi effettuate da Ravizza – i test svolti dal Dipartimento fiorentino non hanno fornito garanzie sulle principali caratteristiche tecniche delle mascherine. Dopo il responso del Politecnico di Torino, la Regione è stata immediatamente informata e sono stati due giorni di tempo per adeguarsi alle direttive ministeriali e cercare un nuovo fornitore di mascherine. Ma – sostiene Giovanni Belcari, vice responsabile nazionale 118 dello Snami – la Regione non ha neppure dato risposta.

Per quanto concerne, invece, il secondo punto della denuncia, cioè il trattamento dei pazienti infetti, Belcari spiega che tra il 13 e il 2 marzo, il Coordinamento regionale della maxiemergenze ha stabilito  di limitare, per quanto possibile, l’utilizzo di aerosol e C-pap (mascherine che si applicano al volto dei pazienti). Ma, secondo il vicepresidente nazionale, si tratta di misure salvavita che non si possono limitare in alcuna misura a pazienti che stanno male. “La Regione mi dice: se sei in situazione a rischio stai fermo. Ma se il viaggio in ambulanza dura mezz’ora, il malato di Covid 19 muore”. Le tre sigle sindacali il 18 marzo hanno chiesto alla regione di modificare le regole ma , anche in questo caso, fino ad ora, nessuna risposta.

Qualche giorno fa – riportava Il Fatto Quotidiano – anche il sindacato autonomo degli infermieri (Nursind) ha presentato un esposto alla Procura di Firenze contro la Regione Toscana. La ragione sta nell’ordinanza, del 25 marzo, emessa dal Presidente Enrico Rossi di  togliere le mascherine FFP3 e FFP2 a tutti gli infermieri e gli operatori sanitari dei Pronto soccorso e del 118. Come spiegava  Giampaolo Giannoni, segretario del Nursind, le mascherine venivano lasciate in dotazione solo a chi lavorava nei reparti Covid 19 e nelle terapie intensive mentre tutti gli altri ne venivano privati restando esposti al rischio di contrarre l’infezione e trasmetterla, a loro volta, ad altri pazienti.

Fonte: La Verità, Il Fatto Quotidiano

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