Coronavirus, le Regioni del Nord al premier Conte: “Gli restano ospedali aperti grazie a noi”

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Il Presidente del Consiglio, l’indomani dell’annuncio del Decreto che prevede la proroga delle misure di contenimento, risponde alle accuse dei Governatori, specie quello lombardo, sulla gestione dell’emergenza sanitaria. 

Coronavirus, Conte contro la Regione Lombardia: "Può prendere altre misure in maniera autonoma" - Leggilo.org

Continua il braccio di ferro tra Palazzo Chigi e le Regioni nel pieno dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Dopo l’annuncio della proroga delle misure di contenimento per altri 15 giorni dopo la scadenza prevista dall’ultimo Decreto, che ricade il 4 aprile, alcune Regioni si aspettavano ulteriori provvedimenti di quarantena in specifiche zone del Paese. Nelle ultime settimane si sono alzati i toni tra i Governatori e l’Esecutivo. Nella giornata di ieri, le polemiche seguite l’ordinanza del Viminale guidato dal Ministro Luciana Lamorgese, che prevede la possibilità di uscire a passeggio con i bimbi piccoli, ha creato ulteriori momenti di tensioni. Il Governatore della Campania Vincenzo De Luca ha apertamente criticato il Governo, accusandolo di mandare messaggi ambigui alla popolazione, alimentando la sensazione che si possa iniziare ad abbassare la guardia.

Critiche aspre sono arrivate anche dal Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Come scrive Il Sole 24 Ore, il Governatore, intervistato da Radio Padania, ha mosso accuse molto pesanti all’Esecutivo: “È passato ormai quasi un mese e mezzo dall’inizio dell’epidemia e sostanzialmente da Roma stiamo ricevendo delle briciole. Se noi non ci fossimo dati da fare autonomamente, avremmo chiuso gli ospedali dopo due giorni. E ancora: “Il numero di mascherine che ci arrivavano dalla Protezione Civile non ci avrebbe consentito di aprire gli ospedali. È una vergogna questa, non ci è arrivata se non una piccola parte di ciò che avevamo richiesto”. Da Milano arrivano accuse di ritardi e scarso impegno del Governo sul fronte dell’emergenza. Da tempo Fontana richiede una chiusura totale, specie nella zona bergamasca, dove si concentra il focolaio lombardo. In un’intervista rilasciata a SkyTg24, il Vice Presidente della Lombardia, Fabrizio Sala, ha dichiarato che è stato rilevato una superiore mobilità dei cittadini nella giornata di ieri: “Il dato della mobilità di ieri è uno dei dati più alti a livello settimanale, abbiamo il 37% rispetto a una media leggermente inferiore al 36% dei giorni scorsi. Significa decine di migliaia di persone e quindi questo è un dato negativo”.

Il Presidente Conte ha risposto in maniera piccata alle accuse della Regione Lombardia. Come spiega Fanpage, il Premier ha attaccato Fontana: “La Regione Lombardia come tutte le altre, non è mai stata esautorata dalla possibilità di adottare ordinanze proprie, anche più restrittive, secondo la legge 833/1978”. E ancora: “Peraltro la Lombardia, quando ha voluto introdurre misure più restrittive, lo ha fatto”. In merito alle polemiche nate dall’ordinanza del Ministero dell’Interno della giornata di ieri, Conte ha tenuto a precisare che nessun alleggerimento delle misure in atto:Per ora non cambia nulla. Penseremo più avanti, se ne ricorreranno le condizioni, a un allentamento per le famiglie, perché questa guerra ha un impatto anche psicologico”. E conclude: “A tempo debito potremo pensare ad allentare anche le misure a impatto personale”.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore, SkyTg24, Fanpage

 

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