Coronavirus, 4 specializzandi in Anestesia e Rianimazione rifiutano il contratto: “Pochi soldi”

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Moltissimi sono i medici che, in questo momento di grandissima emergenza, hanno dato la loro disponibilità per mettersi a disposizione nelle zone più colpite dal Coronavirus. Ma ci sono anche coloro che, invece, hanno rifiutato. 

Coronavirus, 4 specializzandi rifiutano

 

Sono 20 i medici morti in tutta Italia. Vincenzo Leone, medico di medicina generale di Bergamo, e Antonio Buonomo, medico legale di Napoli, sono gli ultimi camici bianchi deceduti per Coronavirus, che vanno ad aggiungersi ai 18 contati fino a ieri. , Ad informarlo l’Adnkronos, che ha riportato il rapporto stilato dalla Federazione nazionale Ordini medici chirurghi e odontoiatri. Infatti, sono stati in 7220 a rispondere al bando per una task force di medici, richiesta per rafforzare il sistema sanitario in questa situazione d’emergenza. Tra questi, centinaia di giovani medici che dalla Campania hanno fatto richiesta di andare al Nord, dove la situazione è più difficile da gestire. Ma c’è anche chi, a far questo, non è stato disposto.

Sono stati gli specializzandi di Anestesia e Rianimazione ad aver rifiutato un contratto con una durata di sei mesi, per entrare in organico dei medici della Campania. Infatti, il 19 marzo scorso, è stato chiesto agli specializzandi la disponibilità per un contratto di lavoro autonomo di durata semestrale, con un compenso pari alla differenza tra quanto percepito per l’attività di Specializzazione e il trattamento economico fondamentale previsto dall’attuale contratto collettivo di lavoro dell’Area Sanità per Dirigente Medico di analogo profilo. Alla chiamata, però, si sono presentati solo in quattro. E questi ultimi, una volta visionato il contratto, hanno rifiutato.

A farlo presente una comunicazione dell’Asl di Napoli 1 Centro, che ha spiegato come i quattro specializzandi non hanno accettato l’incarico a causa del trattamento economico riconosciuto, inferiore alla loro aspettative. Il Direttore generale Ciro Verdoliva ha reagito parlando di un comportamento vergognoso, in una nota inviata qualche giorno fa al Presidente Vincenzo De Luca, al prefetto e al direttore della Sanità campana Antonio Postiglione, riportata su Fanpage. “Sono molto amareggiato e dispiaciuto che in un momento difficile per il nostro Paese tali lavoratori anziché correre alle armi pongono una questione economica”, si legge in nota.

Poi la conclusione rivolta al Prefetto e al Governatore: “Rimetto a voi ogni valutazione conseguenziale, oltre alla commiserazione per tale vile e vergognoso comportamento di tali “professionisti” che dovrebbero rappresentare il futuro del nostro Paese”. Immediata la reazione dell’ordine dei medici della Campania, che ha ribadito come il rifiuto sarebbe avvenuto per questioni precauzionali, in quanto non si può accettare di lavorare senza protezioni. “Ci servono medici vivi, non eroi morti e non sono ammissibili processi indiziari né processi mediatici”, hanno detto i vertici dell’ordine. Eppure, i quattro rianimatori, tra straordinari e ore extra, avrebbero guadagnato in questo periodo quanto i colleghi più anziani. Ma, a quanto pare, la loro pretesa sarebbe stata superiore a quella offerta dall’Asl.

Fonte: Fanpage, Adnkronos

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