Coronavirus, calano i contagi. Professor Silvestri: “Possiamo essere ottimisti, nonostante tutto”

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Il professor Guido Silvestri, patologo di fama mondiale, spiega perché, sulla base delle evidenze scientifiche, possiamo essere ottimisti riguardo al Coronavirus.

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La parola “ottimismo” sembra essere sparito dal vocabolario degli italiani da ormai diverse settimane. Il Coronavirus sembra non voler lasciare le nostre vite, le nostre città. Il bollettino medico fornito ogni giorno dalla Protezione civile continua a segnare, di giorno in giorno, sempre più persone contagiate e sempre più decessi. Anche se, gli ultimi dati della giornata di oggi – domenica 22 marzo – fanno ben sperare.

Quanto ai decessi, si tratta di persone con patologie pre-esistenti. Ma sono pur sempre mamme, papà, figli, figlie, sorelle, fratelli, nonni che vengono strappati ai loro cari. In questo clima ci sembra davvero difficile essere ottimisti. Da Bergamo – città più colpita negli ultimi giorni – arrivano notizie inquietanti.

Ma dall’altra parte dell’Oceano c’è chi ci prova a farci intravedere la luce in fondo al tunnel. E non si tratta di un santone ma di uno scienziato, di un luminare di fama mondiale che con il Covid 19 ha a che fare ogni giorno. Si tratta del professor Guido Silvestri, ordinario e capo dipartimento di Patologia alla Emoy University di Atlanta e direttore della Divisione di Microbiologia ed Immunologia allo Yerkes National Primate Research Center. Lo scienziato – riporta Fanpage – ha deciso di elencare svariate ragioni scientifiche per cui possiamo essere ottimisti.

La prima ragione – spiega Silvestri – consiste nel fatto che non si tratta di un virus creato in laboratorio. Ma di un semplice virus di origine naturale e zoonotica. In pratica: proviene dagli animali. In secondo luogo, uno studio effettuato sui bambini cinesi ha dimostrato che nei soggetti under 18 il tasso di mortalità è inferiore allo 0,05%. Su 2145 casi, oltre il 90% dei ragazzini infetti da Coronavirus non aveva neppure sintomi.

La terza ragione per cui possiamo essere ottimisti  si rifà a dati confermati anche dall’Istituto Superiore della Sanità: la stragrande maggioranza delle persone decedute aveva già altre patologie in corso e l’età media è di circa 80 anni. Il quarto motivo che può rasserenarci consiste nell’infondatezza di alcune “voci di corridoio” come quella secondo cui il virus sopravvive per mesi sulle superfici. In base ad uno studio recente è emerso che il Covid 19 sopravvive fino a 3 giorni su superfici come plastica e acciaio, ma solo poche ore su superfici come cartone e rame.

La quinta buona notizia che il professor Guido Silvestri ci comunica viene da uno studio del professor Ralph Baric, uno dei massimi esperti in materia. Il quale ci informa che, sulla base di studi su altre forma di Coronavirus, ci sono ottime possibilità di sviluppare una immunità naturale per un periodo di almeno 6-12 mesi. Il sesto motivo di speranza risiede nei farmaci, come il Tocilizumab, che si stanno usando e sperimentando con buoni risultati. La settima buona ragione per non perdere il sorriso è che gli USA sono già al lavoro per sviluppare un vaccino che potrebbe essere pronto già il prossimo autunno. Ottava ragione: ci sono indizi che confermano che i danni della pandemia del Covid 19 possano attenuarsi con l’arrivo della bella stagione primaverile.

Infine il professor Silvestri ci dà due consigli: smettere di dare credito ai ciarlatani, cioè a chi diffonde informazioni fasulle e non supportate da prove. E, infine, non smettere di avere fiducia nel futuro e trarre insegnamenti di vita anche, anzi soprattutto, da un momento difficile come questo.

E, proprio per continuare a sperare senza cadere prede dei falsi miti che circolano, il professor Silvestri ha anche cercato di fornire spiegazioni plausibili sull’elevato numero di decessi in Italia e, in particolare, in Lombardia. Secondo il famoso patologo – riporta Adnkronos – le 5 ragioni più plausibili sono le seguenti:

  • La prima ragione consisterebbe in un errato calcolo . Ovvero, secondo Silvestri il numero delle persone contagiate in Lombardia sarebbe molto più alto, addirittura dieci volte di più. Ma la maggior parte sono asintomatici o con sintomi cocì lievi da non aver fatto il tampone. Di conseguenza, in proporzione, la percentuale delle persone morte sarebbe molto più bassa.
  • In seconda istanza, un’altra ragione plausibile sarebbe riconducibile al clima. Il clima umido e le temperature fredde della Lombardia potrebbero essere un co-fattore che ha provocato più decessi rispetto ad altre Regioni.
  • Un altro co-fattore plausibile sarebbe l’età avanzata della popolazione. Che però riguarda tutta la penisola e non solo la Lombardia.
  • La quarta ragione plausibile, anche questa però, estendibile a tutta Italia e non solo alla Lombardia sarebbe un aspetto sociale. Ovvero la consuetudine tipicamente italiana di lasciare molto tempo i bambini con i nonni. In questo modo se un bambino, a scuola, ha contratto il virus senza presentare sintomi, potrebbe averlo trasmesso ai nonni, soggetti a rischio.
  • Infine, secondo il professor Guido Silvestri, l’ipotesi più probabile dell’elevato numero di decessi in Italia e, in particolare, in Lombardia, sarebbe il sovraccarico delle strutture sanitarie che ha reso impossibile agli ospedali di riuscire a curare tutti i pazienti.

 

Fonte: Fanpage, Adnkronos

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