Home Cronaca Coronavirus, oltre 20 mila contagi. Il virologo Galli: “Non abbiamo fatto abbastanza”

Coronavirus, oltre 20 mila contagi. Il virologo Galli: “Non abbiamo fatto abbastanza”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:14
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Coronavirus, dati ancora in crescita. Il professor Massimo Galli, infettivologo e primario dell’ospedale Sacco di Milano, dichiara che saranno necessarie ulteriori restrizioni per poter uscire dal Coronavirus che oggi registra oltre 20 mila contagi e 368 deceduti secondo i dati della Protezione Civile.

Coronavirus, 368 morti in un giorno

E’un percorso terribile, e di cui non si vede la fine: secondo i dati della Protezione Civile aggiornati al 15 marzo e riportati dal Corriere, dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus, 24.747 persone hanno contratto il virus Sars-CoV-2. Sono 3.590 in più rispetto a ieri, con una crescita percentuale è del 17% in leggera flessione rispetto a ieri, con una crescita che era stata del 19,8%. Di queste, sono decedute 1.809  con un aumento di 368 in un solo giorno, +25% rispetto a ieri, quando crescita percentuale si era fermata al 19,8%. Finora sono guarite 2.335 persone, un numero rilevante, 369  rispetto a ieri.

Sono 1.672 persone le persone in terapia intensiva, un aumento di 154 unità che mette ulteriormente sotto pressione le strutture sanitarie.

Attualmente i soggetti contagiati in Italia sono 20.603 e il conto sale a 24.747 se si includono anche i morti e i guariti.

In molti hanno biasimato, per un verso o per un altro, l’ultimo decreto emanato dal Governo. Il decreto prevede la chiusura di gran parte delle attività commerciali nonché di palestre e centri culturali. Restano aperti i negozi che vendono beni di prima necessità come supermercati, negozi di alimentari, farmacie e parafarmacie. Ma restano aperte anche tabaccherie, profumerie, edicole, negozi di ferramenta. Gran parte di fabbriche, aziende e uffici pubblici sono rimasti aperti. Nessun mutamento per la circolazione dei mezzi pubblici. Si può anche continuare ad andare a fare attività al parco purché non in gruppo. Ad alcuni queste misure sono sembrate eccessive. Il premier britannico Boris Johnson – riferisce AGI – le ha definite non solo eccessive ma anche antiscientifiche. Altri, invece – come il Governatore della Lombardia Attilio Fontana e il leader della Lega Matteo Salvini – hanno chiesto al premier Giuseppe Conte di adottare misure più restrittive e di chiudere tutto, anche fabbriche e aziende.

A tal proposito è tornato sull’argomento il professor Massimo Galli, infettivologo e primario dell’ospedale Sacco di Milano. Galli – intervistato alla trasmissione Omnibus su La7 – ha specificato che saranno necessarie misure ulteriormente restrittive. Ha spiegato che si rende indispensabile l’isolamento e la quarantena. Sulla base di studi scientifici è emerso che ogni soggetto contagiato da Coronavirus ha una capacità di contagio di 2-2,5. Secondo tale studio se non si mettono in quarantena almeno il 70% delle persone con le quali un soggetto contagiato è venuto a contatto, non si ha alcuna possibilità di superare il virus entro 3 mesi. Pertanto se non si adottano ulteriori misure volte al contenimento, rischiamo di protrarre la situazione ancora per molto. Dati che Galli paventava già da tempo.

E continuare in questo modo diventerebbe insostenibile su più fronti. Non solo perché sempre più persone ne farebbero le spese ma anche perché il sistema sanitario non è in grado di reggere ancora per molto. Anche perché, oltre alle persone infette dal Coronavirus, continuano ad esserci altre emergenze da curare come infarti, persone con il cancro, persone che devono seguire la dialisi. Intervistato all’Aria che Tira – sempre su La7 – il professor Massimo Galli ha dichiarato che all’ospedale Sacco, una delle strutture sanitarie migliori non solo di Milano ma di tutta Italia, inizia ad esservi carenza di macchinari respiratori che servono nei reparti di terapia sub intensiva. “Siamo ben oltre il livello di saturazione. E siamo molto al di là delle modalità di gestione che riteniamo corrette e che da sempre fanno parte di un Paese che ha fatto del suo sistema sanitario un motivo di orgoglio”. 

Fonte: La7, AGI

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