L’ex Ministro della Salute: “Questa è una guerra. O lo capite, o siamo finiti”

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Girolamo Sirchia, ex Ministro della Salute e medico volontario in prima linea, è stato protagonista nel 2003 nell’affrontare l’emergenza della Sars. Oggi, si ritrova ad assistere ad una nuova pandemia, il COVID-19. 

Girolamo Sirchia Coronavirus - Leggilo

Senza dubbio c’è stata una confusione nella gestione di questo problema, e gli ospedali pagano il prezzo più alto, in particolare rianimazione e pronto soccorsi che sono più in affanno e più a rischio. Non eravamo preparati, e di colpo ci siamo trovati in mezzo al problema, senza sapere come gestirlo”. Sono le parole dell’ex Ministro della Salute Girolamo Sirchia, attualmente medico al Policlinico di Milano dove lavora da ormai 50 anni. Intervistato al telefono da Byoblu24, si è detto scettico contro le misure attuate per risolvere l’emergenza Coronavirus. In particolar modo, ha puntato il dito contro i tagli sconsiderati alla sanità e contro chi ha smantellato il sistema di prevenzione delle epidemie che lui aveva messo in piedi.

A suo dire, infatti, l’Italia è arrivata totalmente impreparata ad affrontare l’emergenza, nonostante già da fine dicembre ci fossero notizie riguardo l’epidemia che stava coinvolgendo la Cina. Le cause del ritardo? Una concatenazione eventi negativi. In primis, la politica di austerity e di spending rewiew in cui gli economisti hanno dettato legge senza capire se le misure prese permettevano di avere una buona salute o un buon funzionamento del servizio sanitario. Inoltre, non c’è stata alcuna prevenzione e si è arrivati al 20 febbraio per prendere provvedimenti. “Questi errori si pagano. Così siamo arrivati in ritardo e ognuno ha fatto ciò poteva. Ma sono stati fatti errori”, ha affermato.

Rispetto alla Sars, a cui il medico ha assistito durante la sua diffusione, il COVID-19 risulta essere meno mortale, ma più contagiosa. Tuttavia, bisognava preparare gli scenari, fare i piani di contratto, fare ciò che era stato fatto in Cina, avere suggerimenti per sapere come comportarsi: “Questo non è avvenuto, e così siamo piombati in mezzo al problema senza accorgercene”, ha ribadito anche in un’intervista a Libero Quotidiano. Il problema principale rimane comunque il crollo della Sanità. Infatti, se oggi hai un infarto, non hai posto in rianimazione. La sanità normale non è stata cancellata; dunque ai problemi quotidiani se ne sono sommati altri.

Previsioni? “Spero che riusciremo a fermarla ma bisogna fare leggi militari. La catena di comando non funziona. Bisogna togliere la politica dall’emergenza. E’ una guerra. O si capisce questo, oppure...”, ha concluso. Parole simili a quelle riferite da Walter Ricciardi, dell’Istituto superiore di Sanità, che ha parlato di una guerra in corso la cui fine si vedrà, probabilmente, in estate.

 

Fonte: ByoBlu24, Libero quotidiano

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