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466 in terapia intensiva, contagi che aumentano di ora in ora: la Lombardia chiede il coprifuoco

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:40
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Il Presidente della Lombardia Attilio Fontana chiede al governo 15 giorni di coprifuoco assoluto in Lombardia, con negozi chiusi e fermo dei mezzi pubblici, per fermare il contagio. 

631 decessi, 168 in più rispetto a ieri. 1004 guariti, 280 in più rispetto a ieri. 8514 contagiati, 529 in più rispetto a ieri. Sono questi gli ultimi dati riferiti dalla Protezione civile nell’ultimo bollettino medico di questo pomeriggio, come riportati sul sito. Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 4.427 in Lombardia, 1.417 in Emilia-Romagna, 783 in Veneto, 436 in Piemonte, 381 nelle Marche, 260 in Toscana, 99 nel Lazio, 126 in Campania, 128 in Liguria, 110 in Friuli Venezia Giulia, 60 in Sicilia, 55 in Puglia, 50 nella Provincia autonoma di Trento, 37 in Abruzzo, 37 in Umbria, 15 in Molise, 20 in Sardegna, 17 in Valle d’Aosta, 11 in Calabria, 38 nella Provincia autonoma di Bolzano e 7 in Basilicata.

La Lombardia rimane insomma la regione più colpita dal contagio, con 5.791 i tamponi positivi, 322 rispetto a ieri. I ricoverati sono invece 3.319,  di cui 466 in terapia intensiva. Aumentano i dimessi, 826; ma anche i decessi, oggi 468, di cui 135 nelle ultime 24 ore.

I dati sono stati forniti in conferenza stampa dell’assessore al Welfare Giulio Gallera. “Dai dati esaminati, la zona rossa di Lodi e Codogno è l’unica zona dove l’evoluzione dell’infezione si sta invertendo e si riduce la velocità di contagio diversamente dal resto della Regione”, ha detto Gallera. Bergamo resta invece in una situazione di grande tensione, così come Cremona. “Stiamo cercando di far ruotare il più possibile i pazienti, attraverso dimissioni precoci che possano portare i pazienti o al proprio domicilio o in strutture protette”, ha proseguito. In particolare, si starebbe pensando di realizzare reparti in spazi più ampi come spazi fieristici e alberghi per i pazienti in via di dimissioni. “E’ uno degli strumenti che stiamo cercando di adottare e ci consentirebbe di alleggerire le strutture ospedaliere”, ha concluso.

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Pubblicato da Giulio Gallera su Martedì 10 marzo 2020

Intanto, dal Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana arrivano nuove voci su possibili ed ulteriori misure di contenimento. Come informa Il Sole 24ore, si starebbe pensando di chiudere gli uffici come i negozi, tranne quelli che vendono generi alimentati, e di ridurre allo stretto necessario i servizi di trasporto. Il governo regionale starebbe insomma pensando ad undici giorni di coprifuoco assoluto. Misure ancora più stringenti di quelle stabilite dall’ultimo decreto Conte di ieri sera. “E’ il tempo della fermezza. Bisogna chiudere tutto adesso per ripartire il prima possibile. Le mezze misure, l’abbiamo visto in queste settimane, non servono a contenere questa emergenza”, ha scritto sulla sua pagina Facebook Fontana, dopo l’incontro di questa mattina in video conferenza con i sindaci dei comuni capoluogo di provincia della Lombardia. Una richiesta che necessita di essere rivista e discussa attentamente, ha affermato il Capo della Protezione civile Angelo Borrelli.

È il tempo della fermezza.Ho incontrato i sindaci dei capoluoghi lombardi e il presidente di Anci Lombardia, chiedono…

Pubblicato da Attilio Fontana su Martedì 10 marzo 2020

Anche Giulio Gallera, in collegamento con la trasmissione Agorà, questa mattina, aveva preannunciato le misure confermate poi da Fontana. “Noi avevamo già chiesto di chiudere tutte le attività commerciali, perché se io esco per andare a lavorare non posso fermarmi a fare shopping. Ma forse è arrivato anche il momento di inasprire ancora di più le misure“, ha detto Gallera che ha aggiunto: “Chiudere per 15 giorni interamente almeno la Lombardia può servire a ridurre o bloccare la diffusione del virus. Non reggiamo altri giorni di contagio“. Ricapitolando, c’è bisogno che ci sia una vera inversione di tendenza; che la gente interrompa il diffondersi di questo contagio; che i numeri inizino a ridursi; e di una maggiore coscienza civile da parte di tutti.

Intanto, informa Ansa, preoccupazioni arrivano anche dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. “Tra il 60 e il 70% della popolazione in Germania si infetterà con il virus”, avrebbe detto Merkel nel corso di una riunione interna al gruppo parlamentare Cdu-Csu a Berlino. La cancelliera avrebbe poi elogiato il comportamento del suo Ministro della Salute Jens Spahn,chiaro e concreto”.

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