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I genitori di Matteo Renzi condannati per fatture false. I giudici spiegano il perché

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:41
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I genitori dell’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi sono stati condannati a 1 anno e 9 mesi per aver emesso 2 fatture false. Ma gli avvocati della difesa annunciano che faranno ricorso.

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Mentre il leader d’Italia Viva Matteo Renzi dà battaglia ai Cinque Stelle per il blocco della Prescrizione minacciando di votare con Forza Italia e d’innescare una crisi di Governo, i suoi genitori devono affrontare una condanna. Infatti il 7 ottobre 2019 Tiziano Renzi e Laura Bovoli, il padre e la madre dell’ex premier Matteo Renzi, sono stati condannati a 1 anno e 9 mesi di reclusione per aver emesso nel 2015 due fatture false. E ora i giudici hanno confermato la condanna e depositato le motivazioni. I genitori del leader d’Italia Viva –  spiega Il Giornale – sono a capo di due società, Eventi 6 e Party, le quali nel 2015 furono entrambe incaricate dall’imprenditore Luigi Dagostino di eseguire dei lavori all’outlet The Mall locato in Leccio di Regello. Per questi presunti lavori le due società facenti capo ai genitori di Matteo Renzi emisero due fatture: la società Party emise una attura da 20.000 euro mentre Eventi 6 ne emise una da 140.000. Ma secondo i giudici le fatture vennero emesse in relazione a lavori mai eseguiti. Anche l’imprenditore Dagostino è stato condannato a 2 anni per truffa aggravata. Come hanno chiarito i magistrati nelle motivazioni che confermano la condanna dei due coniugi, sono parecchi gli aspetti che non tornano. In primo luogo non si capisce perché Dagostino abbia affidato i lavori dell’outlet a due società facenti capo alle medesime persone. In secondo luogo la società Party fino a quel momento dell’anno risultava inattiva: quella emessa fu la prima fattura del 2015. La fattura emessa da Eventi 6, invece, improvvisamente aumentò di 40.000 euro nel giro di pochi giorni. E, infine, non è chiaro in cosa siano consistiti i lavori compiuti dalle due società dei coniugi Renzi. Tiziano Renzi lo definì “un grandissimo lavoro d’ingegno, frutto di altrettanto grandi sacrifici” ma nelle due pagine di relazione dell’operato analizzate dai giudici non vi è spiegato cosa fecero, nel concreto, le due società all’outlet gestito da Luigi Dagostino.

Tuttavia gli avvocati della difesa, Federico Bagattini e Lorenzo Pellegrini – riporta Repubblica hanno già annunciato che non si fermeranno e che faranno ricorso. Se, come vorrebbero i Cinque Stelle, entrerà in vigore la legge Bonafede, allora il caso dei genitori di Renzi non potrà cadere in prescrizione in quanto già arrivato al primo grado di giudizio. Tuttavia c’è sempre la possibilità che il leader d’Italia Viva, come pre annunciato, inneschi una crisi di Governo prima che la legge passi definitivamente. Infatti – scrive il Corriere della Sera – il Ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova, una delle massime forze renziane, è tornata sul fronte di guerra minacciando di votare contro il Governo di cui fa parte. “Il blocco della prescrizione è una barbarie  giuridica. O i grillini ci ripensano o noi voteremo la proposta dell’azzurro Costa. Noi vogliamo far ripartire il paese, loro sono solo un impedimento”.

Fonte: Repubblica, Il Giornale, Corriere della Sera

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