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Air Force Renzi: tutti i lussi a spese dei contribuenti, secondo Panorama

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:21
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Sulla base di dati forniti dalla compagnia aerea Alitalia, è emerso che l’Air Force, il velivolo voluto nel 2016 dall’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi per i viaggi a lunga percorrenza dei parlamentari, è costato agli italiani ben 7,3 milioni di euro solo per il primo anno. A bordo vi erano diverse orme d’intrattenimento molto dispendiose. Il velivolo ha compiuto solo 88 voli e ora è fermo  a Fiumicino.
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Se si trattasse di un film potremmo intitolarlo: “L’aereo più pazzo del mondo”. Ma purtroppo è realtà. E pazzo non è tanto l’aereo in sé quanto le spese che ci sono costate per farlo volare, si e no, 88 volte. Stiamo parlando dell’Air Force voluto dall’ex premier Matteo Renzi nel 2016 per “lunghe percorrenze di lavoro”. La storia di questo velivolo parte da molto lontano: negli Emirati Arabi. Qui, nel 2007, la società aerea Etihad riscatta l’apparecchio da una misteriosa società di nome Uhtl che, in seguito ad un’inchiesta, si è scoperto essere la Union three leasing limited, con sede legale nelle isole Cayman, uno dei paradisi fiscali più rinomati al mondo. Nel 2016 Etihad, che, su forte spinta dello stesso Matteo Renzi, era diventata  anche socia al 49% di Alitalia,  noleggia il vettore alla nostra compagnia di bandiera con un contratto di 168 milioni  di euro per 8 anni. In un primo tempo Huffington Post dichiarava che la cifra si aggirasse intorno ai 150 milioni. Ma il dato fu in seguito rettificato e venne confermata la spesa di 168 milioni di euro. E negli stessi mesi firma un’obbligazione di 200 milioni di dollari, valore quasi identico a quello del leasing, generando il sospetto che si trattasse di un escamotage per non far fallire la compagnia aerea.
Ma agli italiani quanto è costato tutto questo? Come riporta Panorama, dopo aver visionato un foglio Excel della compagnia di bandiera Alitalia, i costi per gli italiani, solo per il primo di anno di volo, hanno toccato i 7,3 milioni di euro. Così suddivisi: 5.500 euro a Rai Cinema per la visione, da parte dei parlamentari, di pellicole italiane; più fortunata la società cinematografica  Medusa che, per i diritti sui film stranieri, ha incassato ben 480 mila euro. Per i documentari e le monografie, Rai Trade ha invece guadagnato 30.000 euro. Altri 360.000 dollari per videogames e la bellezza di  43.000 euro per dei semplicissimi ma ultra tecnologici auricolari per ascoltare musica.  Ma sul velivolo richiesto espressamente dall’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi non poteva certo mancare una superconnessione wi-fi per twettare anche durante i lunghi viaggi di lavoro. L’Air Force Renzi, infatti,  era dotato di un sistema wireless satellitare che costava sulla bolletta dei contribuenti  94 mila dollari al mese. 
Tutte queste spese, già di per sé folli e inaccettabili se a pagarle sono i contribuenti, diventano ancor più gravi se si pensa che questo apparecchio ha volato appena 88 volte. Dunque la sua utilità è stata molto ma molto limitata. Ci  fu addirittura un caso, durante l’esecutivo guidato da Renzi, in cui l’Air Force viaggiò da Bruxelles a Roma, spendendo circa 2500 euro di carburante, per trasportare un solo passeggero: l’allora Ministro degli Esteri Angelino Alfano

Che fine ha fatto l’Air Force di Renzi 

Oggi l’apparecchio è fermo in un hangar di Fiumicino. Nel 2017, con la caduta del Governo Renzi, accaddero due avvenimenti importanti. Il primo fu che la misteriosa società Uhtl con sede alle isole Caymann scomparve all’improvviso. Il secondo fu che fu aperta un’inchiesta per verificare cosa ruotasse intorno all’Air Force di Renzi. Ora il velivolo potrebbe costare caro ad Alitalia, trascinata in tribunale dagli ex soci di Etihad.  Infatti nel 2018  il Governo gialloverde formato dalla Lega di Matteo Salvini da un lato e dal M5S di Luigi Di Maio dall’altro lato, dopo un primo pagamento di 50 milioni di euro, ha finalmente deciso di bloccare il noleggio dell’Air Force di renziana memoria e, dunque, di rescindere il contratto con la compagnia araba. Come specifica Il Fatto Quotidiano fu soprattutto merito del manager aeronautico Gaetano Intrieri  se il Governo bloccò l’affare facendo risparmiare ai contribuenti ben 118 milioni di euro. Intrieri ai tempi lavorava per il leader Cinque Stelle Luigi Di Maio, e per l’allora ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli. Egli si accorse immediatamente del bidone che Etihad aveva rifilato all’Italia. Infatti l’Air Force, noleggiato per la bellezza di 168 milioni di euro, aveva un valore di mercato che non superava i 7 milioni.
Ma, nonostante lo sbugiardamento, la società emirantina non è disposta a mollare il colpo e ha già annunciato battaglia alla nostra compagnia di bandiera per non aver rispettato i patti sottoscritti nel contratto del 2016.
Fonte: Panorama, Il Fatto Quotidiano, Huffington  Post
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