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Patto con la Libia per ridurre l’arrivo dei migranti: 24 parlamentari si oppongono

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:53
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Le Ong hanno chiesto al Governo italiano di non rinnovare l’accordo con la Libia, voluto dall’ex Ministro dell’Interno Marco Minniti, per la gestione dei flussi migratori. Questo accordo ha aiutato a ridurre partenze e morti in mare. Il Presidente della Camera Roberto Fico sembrava propenso ad accogliere la richiesta delle Ong ma il leader pentastellato Luigi Di Maio ha deciso di rinnovarlo.

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Se non ci saranno cambiamenti, il prossimo 2 novembre l’Italia rinnoverà l’accordo con la Libia per la gestione dei flussi migratori. L’accordo, voluto da Marco Minniti, Ministro dell’Interno durante il Governo Gentiloni – come specifica Il Fatto Quotidiano – fu sottoscritto nel 2017 e prevede che la Guardia Costiera Libica si occupi di fermare e riportare a terra i migranti che, tramite i barconi o i barchini fantasma, tentano di raggiungere le coste italiane. Per questa operazione la Libia ha ricevuto dall’Italia circa 150 milioni di euro. L’obiettivo è fermare, o almeno ridurre, le partenze. Esigenza divenuta urgente in quanto, dopo la riapertura dei porti decisa dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, gli sbarchi sulle nostre coste  sono tornati a crescere in misura importante. Infatti, solo nelle ultime settimane, la nave Ong Ocean Viking ha fatto sbarcare nuovi migranti a Pozzallo e a Taranto. La maggior parte di essi, se non la totalità, sono rimasti in Italia, distribuiti in Hub già al collasso. E tra i migranti sempre crescente è il numero dei minori non accompagnati che vanno ad aggiungersi al già allarmante numero di bambini che, in Italia, vivono in condizioni di povertà assoluta. Senza contare che, spesso, dalle navi sbarcano criminali, come sembra accaduto a luglio nel caso della Sea Watch capitanata da Carola Rackete.

Ma la possibilità di rinnovare il memorandum con la Libia non è gradita alle Ong le quali, nei giorni scorsi- come ha riportato Open – hanno lanciato un appello all’Italia. Esse si sono fatte forti di articoli usciti su Avvenire nei quali si parlava di violenze, stupri e torture avvenuti nei centri libici. L’organizzazione non profit Oxfam, in un comunicato ha riportato dati secondo i quali decine di migliaia di uomini, donne e bambini sarebbero detenuti in centri clandestini, gestiti da organizzazioni criminali dove subirebbero quotidiane violazioni di diritti umani.

Inoltre, chi contesta gli accordi sottolinea che tra le motovedette della Guardia Costiera libica vi siano anche quelle di Abd al-Rahman al Milad, meglio conosciuto come Bija. Questi sarebbe un pericoloso trafficante di esseri umani, a capo dei guardiacoste di Zawiya. Come specificava Avvenire, sarebbe stato ricevuto a Roma nel 2017 all’interno di una delegazione libica. Le Organizzazioni Non Governative, in sintesi, hanno chiesto che l’accordo Italia- Libia non venga rinnovato dal Governo Conte Bis e che la redistribuzione dei migranti avvenga solo tra Stati membri dell’UE. Le Ong non hanno tenuto in conto che un accordo sulla redistribuzione dei migranti tra gli Stati membri già esiste: l’Accordo di Malta. Il quale, tuttavia, pur prevedendo la rotazione automatica dei porti e il sostegno ai primi paesi di sbarco, fino ad oggi, non ha prodotto miglioramenti di rilievo.

Le richieste delle Ong sembravano aver colpito alcuni esponenti del Governo giallorosso. In particolare il Presidente della Camera Roberto Fico che ha sostenuto “Dobbiamo tener conto di come la situazione in Libia sia cambiata. Ora c’è la guerra.” Di tutt’altro avviso, invece, il Ministro degli Esteri e leader dei Cinque Stelle Luigi Di Maio che – riferisce Adnkronos – ha dichiarato nelle ultime ore “Lavoreremo per migliorare l’accordo con la Libia ma lo rinnoveremo. Esso ha contribuito in maniera significativa a ridurre le partenze e, quindi, anche il numero dei morti in mare“.

Repubblica riferisce le parole del leader del M5s
al question time tenutosi alla Camera: “Una riduzione dell’assistenza italiana potrebbe tradursi in una sospensione delle attività della Guardia costiera libica con conseguenti maggiori partenze, tragedie in mare e peggioramento delle condizioni dei migranti – ha sottolineato Di Maio -. Il documento ha contribuito, attraverso il rafforzamento delle capacità operative delle autorità libiche, a ridurre in modo rilevante gli arrivi dalla Libia, da 107.212 del 2017 a 2.722 a ottobre del 2019 e conseguentemente le morti in mare”.  Parole e considerazioni che non sono bastate a tacitare chi si oppone agli accordi: 24 tra deputati, senatori ed europarlamentari di PD, Sinistra italiana-Leu e Italia Viva di Matteo Renzi hanno chiedono di sospendere la collaborazione con la Libia. “Tra i firmatari Palazzotto, Nicola Fratoianni, Matteo Orfini, Riccardo Magi, Gennario Migliore, Fauso Raciti, Davide Faraone, Gregorio De Falco che hanno motivato la loro obiezione con un comunicato congiunto: “Le informazioni di cui oggi disponiamo sulla condizione dei migranti imprigionati dentro i centri di detenzione governativi e non, ci impongono di avviare una serie riflessione sulle politiche di gestione dei flussi migratori. Gli accordi con la Libia contenuti nel Memorandum siglato nel 2017 e che oggi si avvia ad essere automaticamente rinnovato sono all’origine di una sistematica violazione dei diritti umani delle persone che tentano di fuggire da quello che è ormai considerato un vero e proprio inferno“.

Durante il Question Time a Montecitorio, anche l’ex presidente della Camera Laura Boldrini ha contestato il rinnovo, sottolineando la necessità di “modificare il memorandum d’intesa con la Libia, perché nel frattempo in Libia è scoppiata una guerra civile e non è possibile considerarlo un porto sicuro“.

Fonte: Adnkronos, Open, Il Fatto Quotidiano, Avvenire, Repubblica

 

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