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Umbria, giorno nero per Di Maio: dal sarcasmo contro Salvini alla resa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:09
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La sconfitta alle regionali dell’Umbria fa riflettere gli alleati giallorossi. I Cinque Stelle, forse proprio a causa di questo patto civico, sono precipitati al 7,4%. Potrebbe saltare l’alleanza PD-M5S.

Umbria Di Maio e Salvini - Leggilo.Org

 

E’ stata una vera Caporetto per gli alleati PD-M5S quella verificatasi in Umbria. Alle regionali i giallorossi, che appoggiavano Vincenzo Bianconi, hanno perso raggiungendo appena il 37,5% contro il 58% di Donatella Tesei, la candidata del Centrodestra. A meno di 24 ore dalla sconfitta tante le riflessioni in merito. I renziani si sono sempre mostrati contrari a questa unione forzata, tanto a livello nazionale quanto regionale. Le immediate parole di Matteo Renzi – riferisce Fanpage – sono state “Noi lo avevamo detto che era un errore allearsi. E i risultati ci hanno dato ragione. per questo noi ci siamo tagliati fuori da questa partita“. E l’ex Ministro delle Riforme Maria Elena Boschi , pochi giorni fa, aveva detto “E’ il PD che vuole stare con i Cinque Stelle, noi no di certo. Per noi sono solo alleati a tempo determinato“. Ma anche gli esponenti dem iniziano a dubitare di questa corsa all’unisono con i Cinque Stelle “I risultati in Umbria mettono in evidenza come non possa funzionare un’alleanza improvvisata e priva di contenuti in comune. Dovrebbe farci riflettere” . Queste sono state le parole di Andrea Marcucci, presidente dei senatori PD. Anche il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti – come riporta l’Ansa – appare turbato “Questa è una sconfitta netta, inutile negarlo. Ora valuteremo il da farsi per le altre regioni“. Non solo il PD si è visto portare via l’Umbria dopo ben 50 anni di vittorie da parte della Sinistra ma ha visto precipitare anche i consensi. Se alle ultime elezioni nazionali poteva contare ancora su un 24,8% e alle europee restava, comunque, al 23,9%, attualmente è sceso al 22%.

Ma quest’alleanza non è piaciuta soprattutto agli elettori del M5S che hanno punito il partito facendolo atterrare – come riferisce AgenPress – al 7,4%, la metà rispetto alle europee. Le parole di alcuni esponenti lasciano presagire che non ci saranno altri “esperimenti” per quanto riguarda le altre regioni “Lo abbiamo considerato una specie di “laboratorio” e gli elettori ci hanno dato conferma che non funziona, noi dobbiamo correre da soli“. Che i Cinque Stelle non fossero troppo convinti di questo patto civico per l’Umbria lo si era capito in da subito. Infatti il segretario del M5S Luigi Di Maio, solo un paio di mesi fa, aveva dichiarato che non era una priorità del Movimento stringere alleanza con il PD anche nelle Regioni. Si era mostrato titubante fino all’ultimo anche sul candidato. Infatti, solo una settimana prima, aveva dichiarato durante un’intervista in streaming al Corriere dell’UmbriaNoi non volevamo Vincenzo Bianconi ma il sindaco di Assisi Stefania Proietti“. Ora, il giorno dopo la conclamata sconfitta, così Luigi Di Maio – riferisce Dire – commenta i risultati “Il Governo lo porteremo avanti ma l’esperienza con il PD per quanto riguarda le regioni termina qui. Non funziona! Questo esperimento non è più praticabile, ci hanno trascinato verso il basso“.

Nell’ultimo mese il leader pentastellato si era speso in provocazioni contro l’ex alleato Matteo Salvini. Non solo per le vicende estive legate alla discoteca di Riccione Papeete dove il segretario della Lega era andato a passare una serata durante le vacanze in famiglia. Il taglio dei Parlamentari approvato recentemente era stato un ottimo pretesto, secondo Luigi Di Maio, per attaccare l’ex Ministro dell’Interno “Vedi tu vai al papeete a bere mojito mentre noi lavoriamo sul serio“. E ancora – riferisce La Stampa – “Se non ti fossi fatto tutti quei mojito forse saresti ancora Ministro dell’Interno“. E anche l’Accordo di Malta portato a casa dal nuovo Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese era stato occasione per ribadire che “Salvini fa solo chiacchiere”. Ma i risultati di queste elezioni regionali sembrano smentire le insinuazioni di Di Maio e degli alleati giallorossi. La Lega non solo ha stravinto con Donatella Tesei in una regione “rossa” per tradizione ma si riconferma anche il primo partito in ordine di consensi con il 36,9%.

L’unico apparentemente tranquillo è il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte Le regionali in Umbria non sono determinanti per le sorti di questo Governo“. Del resto solo una settimana prima che i cittadini umbri fossero chiamati al voto, presenziando all’annuale fiera del cioccolato Eurochocolate, il Premier Conte aveva dichiarato “L’Umbria conta ben poco, ha meno abitanti di Lecce“. Evidentemente queste parole non sono piaciute alla maggioranza degli umbri e il loro voto ne è la prova evidente.

Fonte: Ansa, Fanpage, AgenPress, Il Coriere dell’Umbria, Dire, La Stampa.

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