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Il Ministro Teresa Bellanova “Porti aperti, ora a chiederlo sono gli imprenditori”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:10
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La Ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova vuole porti aperti e ingressi più fluidi perché i migranti servono alle aziende agricole in cerca di manodopera.

Teresa Bellanova Italia Viva - Leggilo

 

 

Attenzione a dire “porti chiusi” perché a rimetterci poi sono le aziende agricole che si trovano senza manodopera“. Queste le parole schiette del Ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova durante la trasmissione Otto e Mezzo condotto dalla giornalista Lilli Gruber. Se il PD ci aveva abituato al “politically correct” con Bellanova si cambia registro. Sindacalista ed ex bracciante, figlia di un cacciatore, la neo ministra sembra non avere peli sulla lingua e non nascondersi dietro finti perbenismi. Spronata dalle parole della Gruber che la pungolava sulla questione migratoria e sulla necessità o meno di maggiori controlli, la ministra, non esita: “I Porti devono restare aperti! Serve una gestione europea che regoli i flussi. Dobbiamo dire “no” solo in caso di contraffazione e concorrenza sleale ma per il resto dobbiamo applicare politiche inclusive. I migranti ci servono, mettiamocelo bene in testa. proprio mentre venivo qui sono stata chiamata da moltissime imprese che senza braccianti sono costretti a lasciar marcire nei campi la loro frutta e verdura.” Non lasciano molto spazio all’interpretazione le sue parole. Parole che non sono passate inosservate dalle parti del leader della Lega Matteo Salvini.

In un modo formalmente corretto ha espresso concetti eticamente dubbi. Infatti nemmeno per un istante la signora Teresa Bellanova, ufficialmente paladina dei lavoratori e dei loro diritti, ha ipotizzato che con un regolare contratto e uno stipendio equo potrebbero esserci italiani o immigrati regolari disposti ad andare a raccogliere la frutta e la verdura delle aziende agricole che la chiamano a tutte le ore, così dice, perché in cerca di manodopera. La ministra, appena assunto l’incarico, dichiarava “il lavoro è la priorità” , non l’immigrazione, eppure, ora, i due ambiti sembrano essere collegati. Le politiche inclusive, dunque, e finalmente si esce allo scoperto, non sono certo finalizzate a tutelare i richiedenti asilo- sembra dire sfacciatamente Bellanova – quanto a procacciare braccianti disposti a lavorare per 2 euro l’ora e magari pure a morire nei campi. Intanto poi la colpa ricadrà sempre su chi sostiene “Prima gli Italiani”.

Sulla scissione di Renzi e sulla formazione del nuovo partito Italia Viva, in cui ella stessa è prontamente confluita, la ministra si schiera con Matteo senza esitazione. Proprio pochi giorni fa, in un post su Twitter, ha dichiarato: “Seguirò nel suo nuovo progetto politico. Sapendo bene che sto facendo la scelta meno comoda mettendomi in gioco. Ma lo farò in prima persona, con passione e generosità, perché credo che questa sia la strada giusta“. A differenza dell’ex collega di partito Matteo Orfini che vede in questa scissione un grave errore, Bellanova sostiene: “E’ del tutto inappropriato parlare di scissione. Anzi, il PD verrà rinvigorito dalla creazione di una nuova forza, ci sarà spazio per più voci“.

 

Fonti: La7, Twitter, Matteo Salvini Facebook

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