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Prodi: “La crisi è una benedizione perchè avremo un Governo che segue l’Europa”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:51
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Un governo in accordo con gli interessi dell’Unione Europea: questo quanto si augura Romano Prodi, in un’analisi sul vertice di Biarritz.

Prodi crisi governo Biarritz - Leggilo

Si è concluso il vertice di Biarritz, con una conferenza stampa di Emmanuel Macron insieme al presidente usa Donald Trump. Il summit, informa Rainews, ha avuto come conclusione lo stanziamento di 20 milioni di euro per sostenere i paesi dell’Amazzonia distrutti dalle fiamme. Insieme alle altre leadership mondiali, al G7 c’era anche Giuseppe Conte.  Il Presidente del Consiglio, riferiscono fonti di Palazzo Chigi, non ha tenuto alcuna conferenza stampa conclusiva, a causa della delicata situazione politica italiana.

A Biarritz sono stati tre giorni di intenso lavoro, dialogo e confronto con gli altri leaders del G7 e con i…

Pubblicato da Giuseppe Conte su Lunedì 26 agosto 2019

Sul vertice di Biarritz è tornato Romano Prodi. “È doveroso, analizzare le evoluzioni della nostra politica nel quadro più ampio di una situazione internazionale in continua evoluzione e sprovvista di un filo conduttore”, scrive l’ex Premier nelle file de Il Messaggero. Vista l’assenza del comunicato finale, il G7 si è trasformato da autorevole sede politica a semplice occasione di conversazione, sostiene Prodi. “Le differenze tra i protagonisti impediscono di affrontare le concrete strategie politiche che un tempo erano l’oggetto di questo così osannato incontro”, scrive il Professore che poi fa un sunto del quadro internazionale in cui si è svolto il G7: economia in collasso in tutti i 7 Paesi che si sono riuniti al tavolo; la Brexit che si orienta verso un’uscita senza un sostanziale accordo; l’attivismo del Presidente francese che, per assicurare un maggiore successo al G7, aveva ricevuto il Presidente Putin, stringendo alleanza con Trump, volta a riammettere la Russia nell’ambito del G7. Proposta bocciata da Bruxelles. In sostanza, il summit si è concluso in un nulla di fatto: la volontà di conservazione della foresta amazzonica non ha portato a decisioni reali, se non a qualche accordo commerciale fra l’Unione Europea e il Brasile.

In questo scenario, l’Italia è sparita. “Già da tempo le debolezze interne e le contraddizioni della nostra politica estera ci hanno resi marginali ma il fatto che il nostro Presidente del Consiglio si sia presentato al G7 come dimissionario rende ora il nostro ruolo trascurabile”, scrive Prodi. La crisi di governo non ha provocato, come solitamente accade, un allarme in tutti i commentatori internazionali. Questi ultimi si sono invece chiesti come mai la crisi non sia arrivata prima, augurandosi una nuova alleanza di governo che apra un dialogo con l’Unione Europea.

Un appuntamento elettorale destabilizzerebbe il Paese in un momento nel quale è necessario preparare decisioni politiche e una legge finanziaria capaci di metterci in linea con gli altri partner europei. I nostri partner si attendono quindi dall’Italia la formazione di un governo che eviti la vera anomalia italiana, che è la rottura con l’Europa”, scrive Prodi che si augura che i responsabili di PD e 5Stelle facciano prevalere gli interessi generali e le prospettive del futuro sulle divisioni del passato.

L’Europa contro Salvini?

Che Romano Prodi sia un sostenitore di un’Europa anti sovranista non stupisce, così come non stupisce che rifiuti il voto e si faccia spudorato sostenitore di un intesa tra il Movimento e il Partito democratico per bloccare l’avanzata della Lega. La crisi può sembrare cosa preannunciata, in una prospettiva addirittura più ampia di quella italiana, se si guarda alle ultime mosse dei mesi scorsi. L’elezione di Ursula von der Leyen – un alter ego di Angela Merkel, fa notare Il Giornale – alla presidenza della Commissione europea mirava a spaccare il blocco sovranista in Europa. Decisivo per l’elezione il voto del M5s, un voto già allora visto dai leghisti come un complotto, una sorta di congiura, per fermare i sovranisti.

C’è poi la questione dei presunti finanziamenti russi al partito di Salvini e le conseguenti pressioni di Nicola Zingaretti, sostenute anche da Roberto Fico, affinché Salvini riferisca in Aula. Ciliegina sulla torta, l’ostilità del Ministro dell’Economia Giovanni Tria alla riforma fiscale auspicata da Salvini. La goccia che fa traboccare il vaso è la mozione contro la Tav votata dai Cinque Stelle il 7 agosto, ma segnali di squilibrio sull’accordo gialloverde c’erano stati già prima. Fin da subito, e non a caso, Prodi si fa portavoce di una coalizione “Ursula”, formata cioè da quelle forze politiche che hanno contribuito a far eleggere la von der Leyen. In sostanza, le speranze sono riposte in nuova alleanza in grado di aprire un dialogo costruttivo con l’Unione europea; da Bruxelles si richiede un esecutivo europeista, in accordo con i diktat di Francia  e Germania. Tra l’altro, i funzionari europei starebbero già lavorando a una riforma delle regole sul debito pubblico, una sorta di manovra che potrebbe sostenere un’alleanza giallorosso. La domanda è: vero che la crisi è stata aperta da Matteo Salvini, ma è probabile che qualcuno, ai piani alti, stesse già tessendo le trame per far cadere la tela?

Fonte: Giuseppe Conte Facebook, Il Messaggero, Rainews, Il Giornale

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