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Toninelli come Trenta: anche lui non firma il divieto di ingresso della Open Arms

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:58
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Dopo la mancata firma di Elisabetta Trenta al nuovo decreto di divieto d’ingresso della Open Arms, anche Toninelli ha seguito la collega motivando le sue ragioni in nome di un “senso dello Stato e della Sicurezza”. 

Toninelli non firma divieto di ingresso - Leggilo

La nave della Ong spagnola Open Arms è arrivata in mattinata davanti all’isola di Lampedusa, con 147 migranti a bordo e scortata da due navi della Marina italiana. Dopo un’attesa durata 14 giorni, trascorsi nelle acque del Mediterraneo, l’imbarcazione catalana ha visto all’alba di Ferragosto un nuovo punto d’approdo. Ad imprimere una svolta alla situazione, la decisione del Tar del Lazio che ha accolto il ricorso presentato dall’Organizzazione umanitaria. Quest’ultima, aveva richiesto la sospensione del divieto di ingresso in acque italiane voluto dal Vicepremier Matteo Salvini. L’imbarcazione, arrivata con autorizzazione da parte delle autorità, al momento non ha ancora il permesso di entrare in porto:

Una decisione, quella del Tar, che ha ovviamente scatenato le ire dal Viminale. Tuttavia, non appena ricevuto il blocco da parte del Tribunale, Matteo Salvini ha annunciato di fare ricorso al Consiglio di Stato e si è apprestato a redigere un nuovo divieto di ingresso. Quest’ultimo, come previsto dal Decreto Sicurezza bis, sarebbe dovuto essere stato approvato dopo un’intesa con Difesa e Trasporti. Intesa non è arrivata. Il Ministro Elisabetta Trenta non solo non ha firmato, ma ha anche ordinato alle navi della Marina Militare di scortare verso il nostro Paese l’imbarcazione spagnola. “Non si può infatti ritenere che siano rinvenibili nuove cogenti motivazioni di carattere generale ovvero di ordine e sicurezza pubblica tali da superare gli elementi di diritto e di fatto, nonché le ragioni di necessità e urgenza posti alla base della misura cautelare disposta dall’autorità giudiziaria”, ha spiegato la Trenta in una nota riportata anche dall’Ansa.

Sulla questione è intervenuto anche il Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli che si è allineato con la collega. “Avevo già firmato a suo tempo il decreto di Salvini, che vietava l’ingresso, il transito e la sosta della Open Arms nelle acque italiane. Avevo firmato, anche stavolta, per ribadire che chi non rispetta il diritto del mare non può sbarcare in Italia”, scrive su Facebook. Tuttavia, a suo dire, emettere un altro decreto identico, che sarebbe stato bocciato di nuovo dal Tar, avrebbe significato una perdita di tempo. Inoltre, metterebbe nei guai la posizione del M5s – definita nel post “la parte seria del Governo” – che di certo non può permettersi cadute ed errori in piena crisi istituzionale.

A differenza di Salvini che cerca solo il consenso facile, noi agiamo con senso di Stato e concretezza. Questo non significa che dobbiamo accogliere tutti i migranti della Open Arms”, scrive. Poi prosegue: “La mia, la nostra, linea non cambia: mettiamo in sicurezza la nave come ci chiedono i giudici; poi l’Europa, e in primis la Spagna la cui bandiera sventola sulla Open Arms, inizino ad assumersi le proprie responsabilità facendosi carico di accogliere 116 migranti che sono a bordo della nave”.

Avevo già firmato a suo tempo il decreto di Salvini, che vietava l’ingresso, il transito e la sosta della Open Arms…

Pubblicato da Danilo Toninelli su Giovedì 15 agosto 2019

D’altra parte, in una lettera inviata a Matteo Salvini, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha reso noto della disponibilità di Francia, Germania, Romania, Portogallo, Spagna e Lussemburgo a redistribuire i migranti.

Gentile Ministro dell’Interno, caro Matteo, ti scrivo questa lettera aperta perché il caso della nave Open Arms domina…

Pubblicato da Giuseppe Conte su Giovedì 15 agosto 2019

Fonte: Open Arms Twitter, Ansa, Danilo Toninelli Facebook, Giuseppe Conte Facebook

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