Lampedusa, ora c’è anche Alan Kurdi, sfida Matteo Salvini: “Non ci facciamo intimidire da lui”

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Mentre si complica la situazione di Alex – il veliero della Ong Mediterranea fermo fuori Lampedusa in attesa che venga messo in pratica l’accordo Italia – Malta, anche la Alan Kurdi, la nave della Ong tedesca Sea Eye, sarebbe diretta verso Lampedusa.

Alan Kurdi Lampedusa - Leggilo

Ci sono 106 persone, sulle navi delle Ong, fuori Lampedusa. Aspettano, sulle imbarcazioni, che sia dato loro un porto dove sbarcare. Da una parte – a bordo del veliero Alex della Ong Mediterranea – ci sono 41 migranti, dopo che alcuni sono stati soccorso per condizioni di necessità. Attendono che sia messo in pratica, alle loro condizioni, l’accordo Italia-Malta per far sbarcare i migranti e mettere fine a un’altra questione spinosa. Dall’altra parte, invece, c’è la Alan Kurdi, la nave della Ong tedesca tornata in mare qualche giorno fa. Non è ancora arrivata, ma a breve ci sarà anche lei a chiedere che quel porto sicuro venga dato, ripetendo il format ripreso, ogni volta, dalle Organizzazioni non governative.

Infatti, dopo aver soccorso 65 persone – riporta l’Ansa – la Alan Kurdi si sarebbe diretta verso Lampedusa. La notizia è stata confermata anche in un posto condiviso dalla Ong Sea-Eye: Dopo aver salvato 65 naufraghi navighiamo ora verso Lampedusa. Non ci facciamo intimidire da un Ministro dell‘interno, piuttosto ci dirigiamo verso il porto sicuro più vicino. La legge del mare dovrebbe essere applicata sempre, anche se un rappresentante del Governo si rifiuta di seguirla”, scrive la Ong.

Mit 65 Geretteten sind wir nun auf dem Weg nach Lampedusa.Wir lassen uns von einem Innenminister nicht einschüchtern,…

Pubblicato da sea-eye su Venerdì 5 luglio 2019

Poco prima, in un altro tweet, si faceva presente che la Guardia costiera libica aveva inviato un’ e-mail di assegnazione di un porto in Libia, per far sbarcare le 65 persone a bordo di Alan Kurdi. Proposta rifiutata dalla Ong, che ha scritto su twitter: “La guardia costiera finanziata dall’Ue ci chiede di violare il diritto internazionale. Non riporteremo le persone salvate nelle prigioni di tortura libiche”

Già ieri la situazione della Alan Kurdi aveva allarmato cancellerie e organizzazioni umanitarie. “Salvare vite in mare è un compito europeo“, ha detto una portavoce del Governo tedesco Martina Fiez – riporta Rainews. “Siamo al corrente della notizia della nave Alan Kurdi. Sottolineiamo ancora una volta che il nostro obiettivo come Governo tedesco è trovare una soluzione veloce: si tratta di trovare un porto sicuro e di chiarire la questione della redistribuzione in ambito europeo”, ha proseguito. Berlino ha poi precisato di non aver ricevuto alcuna richiesta di accoglienza quanto ai migranti sbarcati a Lampedusa della Ong tedesca Sea Watch. La Germania aveva annunciato la propria disponibilità di accogliere un terzo dei 40 migranti sbarcati dopo l’ingresso in porto della nave. Tuttavia, non sarebbe giunta nessuna richiesta formale.

Chiara Feleppa

Fonte: Ansa, Sea Eye Facebook, Sea Eye Twitter, Rainews

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