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Il Cardinal Bagnasco: “Salvini non usi Dio. E ora votate Europa”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:08
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Ancora polemica per i simboli religiosi utilizzati dal Vicepremier Matteo Salvini in occasione di un comizio pre elettorale tenutosi a Milano. Ad intervenire, questa volta, il cardinale Angelo Bagnasco. 

Salvini e i simboli religiosi Angelo Bagnasco, difende Papa Francesco - Leggilo

 

L’utilizzo del rosario, del Vangelo e l’invocazione alla Madonna da parte di Matteo Salvini, ad un comizio tenutosi in piazza Duomo, a Milano, in occasione delle europee del prossimo 26 maggio, ha scatenato le ire di molti esponenti clericali, tra cui Civiltà CattolicaFamiglia Cristiana e Avvenire. Angelo Bagnasco, cardinale arcivescovo di Genova e presidente per dieci anni della Conferenza episcopale italiana – che si svolge in questi giorni in Vaticano – si è unito alle voci critiche sottolineando come nessuno possa appropriarsi dei valori cristiani e come sia pericoloso invocare Dio per i propri fini. Bagnasco è intervenuto per difendere Bergoglio, che è stato fischiato da molte persone presenti al comizio: “Il Papa è il successore di San Pietro e il suo compito è confermare la fede,  guidare la Chiesa, e ricordare che l’accoglienza e l’integrazione sono valori irrinunciabili del Vangelo”.

Il commento a quanto accaduto da parte dell’Arcivescovo si è dopo poco piegato al tema elettorale, in senso anti-sovranista, e si è trasformato in un appello per salvare l’Europa, come sostenuto anche dal Presidente Giorgio Napolitano: “I vescovi credono fermamente nell’Unione europea, in un cammino di unità. Questa è la strada indicata anche dalle parole e dagli appelli di Papa Francesco per il bene dell’Europa unita, che il Santo Padre reputa decisiva per il bene dell’umanità. L’Europa è un soggetto necessario, ma dovrebbe essere più leggero, meno invasivo, meno pesante e più facilmente comprensibile alla gente, con linguaggi e azioni più efficaci”.

Anche sulla questione migranti, come riportato dall’Agensir, Bagnasco parla di una necessità di avviare una vera e propria politica per le migrazioni, che abbia un raggio d’azione più ampio, visto che “i contributi che l’Europa attribuisce qua e là, penso all’Italia e a qualche altro Paese, come anche le quote assegnate a diversi Stati, non rappresentano una vera politica migratoria, una politica frutto di un pensiero”. Fa eco, in maniera meno dipolamtica, il Monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo: “Non possiamo più stare zitti di fronte alle sparate di un ministro sempre più arrogante. Non possiamo più permettere che ci si appropri dei segni sacri della nostra fede per smerciare le proprie vedute disumane, antistoriche e diametralmente opposte al messaggio evangelico. Chi è con Salvini non può dirsi cristiano perché ha rinnegato il comandamento dell’amore”.

Fonte: Agensir

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