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Matteo Orfini visita la famiglia Rom: “Terrorizzati da gruppi fascisti”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:17
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Matteo Orfini ha fatto visita alla famiglia di Casal Bruciato che ha ottenuto l’alloggio popolare scatenando proteste da parte dei residenti. L’ex Presidente PD ha speso parole in difesa dei Rom. 

Orfini visita la famiglia Rom - Leggilo

La Sinistra ha aperto un nuovo fronte di tutela, dopo le barricate in favore dei migranti. Il nuovo soggetto privilegiato dunque si chiamano Rom. E sul tema c’è un’indedita convergenza di intenti con il Primo Cittadino di Roma. Quanto duerà e cosa porterà è difficile prevederlo ora. Virginia Raggi non è stata l’unica ad intrattenersi, per circa un’ora e mezza, a casa degli Omerovic, la famiglia rom a cui è stata assegnato un alloggio popolare a Casal Bruciato. C’è stato anche Matteo Orfini, ex Presidente del Partito Democratico, come riportato dall’Ansa. Lo ha confermato con un post sul suo profilo Twitter: “Sono appena salito a casa della famiglia rom a #casalbruciato. Un padre, una madre, i loro bambini terrorizzati da un gruppo di fascisti. Non lasciamoli soli”, scrive nel post.

Orfini, contro i “Fascisti”, ancora 

Qualcosa di non dissimile da quanto sostenuto qualche mese fa, durante la prima ondata di rivolta nella periferia di Roma: “Non si vuole che, pur avendone diritto, quella famiglia entri in possesso di una casa”, scrisse su Facebook, “Vorrei svelare un segreto a quei gruppi neofascisti che in queste ore si stanno prodigando in chiassosi schiamazzi: se siamo tutti contrari ai campi Rom e ai cosiddetti centri di raccolta tipo quello di Torre Maura, la sola alternativa è dare una casa a chi non ce l’ha e ne ha diritto. E accompagnare tutto questo con politiche di integrazione”. Orfini, come il Partito Democratico, stenta a comprendere che il punto non è l’integrazione, ma la prevaricazione. La proteste a Torre Maura e a Casal Bruciato nascono da parte di persone che si sentono prevaricate nei criteri di assegnazione della casa. Hanno torto, hanno ragione? Bene avrebbe fatto l’Amministrazione capitolina e rendere noti e comprensibili questi criteri, invece di imorre gli esiti di un’assegnazione che potrebbe essere iniqua. O perlomento che è stata percepita come tale. E’ riduttivo e semplicistico ridurre tutto al “Fascismo”. 

Fonti: Twitter Matteo Orfini, Facebook Matteo Orfini, Ansa

 

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