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Jean Claude Romand: sterminò la sua famiglia ma verrà scarcerato

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Jean-Claude Romand, l’uomo che nel 1993 uccise la moglie, i figli e i suoi genitori, verrà scarcerato entro il 28 giugno 2019.

Jean-Claude Romand scarcerato - leggilo

La Corte d’Appello di Bourges in Francia ha deciso di dare la libertà condizionale a Jean-Claude Romand. L’uomo nel 1993 uccise la moglie, i figli e i genitori dopo aver mentito per molti anni sul suo lavoro. La storia della vita di Jean-Claude venne raccontata e resa famosa tramite il romanzo dello scrittore francese Emmanuel Carrère. L’uomo sarà scarcerato entro il 28 giugno. Romand, oggi ha 65 anni, ed è stato condannato all’ergastolo nel 1996. Nel 2015, secondo le leggi francesi, aveva ottenuto il diritto di essere liberato con la condizionale, come riportato dall’Agi. Per ben due anni dalla scarcerazione, l’uomo non potrà in alcun modo contattare o avere contatti con le persone vicine alle vittime, non potrà risiedere nelle regioni francesi della Borgogna-Franca Contea, dell’Ile-de-France e dell’Alvernia-Rodano-alpi, dove queste persone vivono, fra le altre cose, dovrà portare un braccialetto a vita.

I delitti in casa aumentano giorno dopo giorno, c’è Riccardo che qualche giorno fa ha ucciso il padre novantenne e si è lanciato in volo dal quarto piano e c’è Corrado che ha ucciso la propria madre sgozzandola, ma la storia di Romand ha un qualcosa di inquietante, non è solo violenza o pazzia fine a se stessa.

La storia di Romand non è passata inosservata, in quell’epoca se ne parlò tantissimo non solo per l’efferatezza degli omicidi, ma soprattutto per il movente.

Da anni l’uomo si fingeva un medico ricercatore dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità, quando si rese conto di non riuscire a portare avanti una così grande menzogna, uccise le persone con cui aveva i legami più stretti. Negli anni la sua storia ha ispirato romanzi e film horror, il più famoso fra questi è “L’avversario”.

Romand ha trascorso 26 anni di carcere e ha sempre avuto una buona condotta. Negli ultimi anni, nel carcere nella regione Centro-Valle della Loira, a Saint-Maur, ha lavorato come reastuaratore degli archivi sonori dell’Institut National de l’Audiovisuel (INA).

Fonte: Agi

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