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Uccide il padre novantenne a colpi di martello e si getta dalla finestra

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:04
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Spesso sono proprio i figli a distruggere con le proprie mani i genitori, coloro che hanno dato la vita, creato e cresciuto. Spesso i problemi della vecchiaia sono indice di malessere e insofferenza, tanto da arrivare ad uccidere per far sparire in un attimo ogni tipo di problema.

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“Liberatevi di ciò che non vi appartiene”, e uccide il padre

“Rinunciate all’eredità fino al quinto grado. In questa casa c’è una condizione disastrosa. Dovete subito liberarvi delle cose che ci appartengono”, ha scritto Riccardo Sciaccaluga in un biglietto, poche ore prima delle sua morte e subito dopo aver ucciso a colpi di mazzetta da carpentiere il padre Pietro, novantenne. L’omicidio è avvenuto nella notte tra sabato e domencica. L’uomo è stato colpito alla testa ripetutamente, come riportato da Genova Today.  Poi, dopo aver massacrato il papà, si è lanciato nel vuoto dal quarto piano di un appartamento di via Salvo d’Acquisto, nel quartiere genovese di Molassana, nella notte tra sabato e domenica.

A dare l’allarme è stato il 118, allertato dalla segnalazione sulla presenza di un uomo in strada ferito gravemente. Riccardo Sciaccaluga, 56 anni, lavorava come operaio all’interno dello stabilimento della Boero Colori, sito a Rivalta Scrivia, nel basso Piemonte, come riportato da Repubblica. Aveva una moglie e una figlia, con cui viveva in via Elia Bernardini, a 500 metri dall’abitazione in cui si è consumato l’omicidio. Da gennaio scorso, la sua vita era cambiata in maniera irreversibile. Dopo la morte della mamma Lidia, ha iniziato a prendersi cura del padre Pietro, ormai in età avanzata, che aveva lavorato per una vita al mercato ortofrutticolo di corso Sardegna, come ex magazziniere. Il padre non era autosufficiente e non accettava cure esterne, non voleva né infermieri né assistenti in casa, come riportato da Il Secolo XiX.

Pare che, secondo le prime ricostruzioni, sia stato proprio questa la causa, non giustificata, di quanto accaduto. Storia simile era accaduta a Catania, ad un uomo che, dopo aver ucciso il padre, lo gettò in un cassonetto della spazzatura. Ma quella volta il movente era di tipo economico. Questa volontà pare che sia stata l’insofferenza per le condizioni di salute del padre a provocare il raptus omicida. I vicini di casa raccontano che Pietro era “un uomo dal carattere eccessivamente burbero e difficile da gestire“. Intanto, la Polizia di Stato indaga sul caso a 360 gradi per una ricostruzione più dettagliata sulla vicenda.

Fonti: Genova Today, Il Secolo XIX, Repubblica

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