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Senegalese con cittadinanza italiana sequestra una scolaresca e incendia il bus

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:14
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Ousseynou Sy, un 47enne autista di autobus, ha sequestrato un mezzo con a bordo una scolaresca e gli ha dato fuoco, minacciando di uccidersi.

L’autobus che ha preso fuoco stava percorrendo la strada provinciale 415, all’altezza di San Donato Milanese. Secondo quanto è stato finora ricostruito, il 47enne, italiano di origini senegalesi, era alla guida del bus che doveva riportare i ragazzini a scuola, dopo un’attività sportiva all’aperto. Secondo altre fonti invece l’uomo sarebbe salito sull’autobus minacciando l’autista. Il mezzo ha cambiato percorso. L’uomo rivolgendosi agli studenti con in mano un coltello, avrebbe detto: «Andiamo a Linate, qui non scende più nessuno». A quel punto, uno degli studenti a bordo ha chiamato con il cellulare i genitori che, a loro volta, hanno avvisato i Carabinieri, come riportato dall’Ansa.

«Oggi da qui non esce vivo nessuno. Voglio farla finita, vado a fare una strage a Linate. Vanno fermate le morti nel Mediterraneo», avrebbe detto l’uomo. «Ci ha ammanettati e ci minacciava. Diceva che se ci muovevamo, versava la benzina e accendeva il fuoco. Continuava a dire che le persone in Africa muoiono e la colpa è di Di Maio e di Salvini. Poi i carabinieri ci hanno salvati», questo il racconto di un’alunna sequestrata sul bus.

Immediatamente sono scattati una serie di posti di blocco mentre le pattuglie hanno raggiunto il mezzo. L’autista a quel punto ha forzato uno sbarramento dei Carabinieri, speronando le auto, ma ha perso il controllo: il bus ha rallentato e poi è finito contro il guardrail. A quel punto Sy ha cosparso il mezzo di benzina e ha aperto il fuoco con un’accendino, ma i militari sono riusciti a mettere in salvo studenti e professori entrando dalla porta posteriore e rompendo i finestrini, come riportato dall’Ansa.

Senegalese sequestra scolaresca e incendia bus

È di dodici ragazzini e due adulti portati in ospedale il bilancio degli intossicati. I ragazzi sono tutti in codice verde, uno degli adulti è stato trasportato in codice giallo alla clinica De Marchi. «Nessuno è ferito», spiegano dal 118. In tutto sono stati 23 i bambini visitati sul posto in cui è stato dato alle fiamme l’autobus che avrebbe dovuto riportarli a scuola dopo l’attività sportiva, ma che invece è stato sequestrato e dato alle fiamme una volta bloccato. «Lo conoscevamo», ha spiegato uno degli insegnanti che era con i ragazzi e che ora si trova con loro all’istituto comprensivo Margherita Hack di San Donato. Non era quindi la prima volta che guidava un autobus con a bordo gli studenti. «Voleva arrivare sulla pista di Linate», ha aggiunto, spiegando che ce l’aveva con il Governo per le politiche sui migranti.

«Un senegalese con cittadinanza italiana al volante di uno scuolabus, con precedenti per guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale, ha dirottato il mezzo e infine gli ha dato fuoco. È successo in provincia di Milano. L’uomo è stato arrestato. In questo momento le Forze dell’Ordine stanno perquisendo la sua abitazione. Voglio vederci chiaro: perché una persona con simili precedenti guidava un pullman per il trasporto di ragazzini?». Lo dice il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, come riportato da La Stampa.

«Ero presente personalmente sulla Sp415, a pochi metri dall’incendio al bus appiccato da Ousseynou Sy. Ho visto i ragazzini abbracciarsi tra di loro e piangere, ho visto le fiamme alte e il fumo denso. Era uno scenario apocalittico», è invece la testimonianza del Consigliere regionale Franco Lucente, capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Pirelli, come riportato da Il secolo d’Italia. «L’unico sollievo – commenta Lucente in una nota – è che gli studenti siano tutti sani e salvi. Certo, adesso dovranno fare i conti con lo shock e i contraccolpi psicologici. Resta una domanda scomoda, ma che dobbiamo farci: perché un uomo con precedenti per guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale era alla guida di un bus? Mette i brividi solo a pensarci».

I ragazzini, che frequentano le medie, sono stati portati nella palestra dell’istituto Margherita Hack di San Donato Milanese, in attesa dell’arrivo dei genitori e con supporto psicologico.

Fonti: Ansa, La Stampa, Il Secolo d’Italia

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