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Niccolò Bettarini, il suo aggressore è già libero

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:48
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Niccolò Bettarini accusa la giustizia italiana. Il figlio di Simona Ventura e di Stefano Bettarini è furioso dopo la liberazione del suo aggressore.

Niccolò Bettarini vuole giustizia

Una rabbia difficile da placare quella di Niccolò Bettarini, il figlio di Simona Ventura e di Stefano Bettarini. Lei, presentatrice e volto noto del piccolo schermo; lui, ex calciatore e attuale naufrago de “L’Isola dei Famosi“. Niccolò, nato nel 1998 quando i rapporti tra i due coniugi erano ancora solidi – anche se la donna non ha mai nascosto di essere a conoscenza dei tradimenti del maritoha rischiato la vita lo scorso 1 luglio, quando era stato accoltellato con 11 fendenti all’uscita da una discoteca di Milano. I suoi aggressori – erano in quattro –  erano stati fermati, ma la notizia della scarcerazione di uno dei due malviventi ha mandato su tutte le furie il ventenne.

Infatti, il Giudice per le indagini preliminari Guido Salvini, con un’ordinanza, ha deciso di scarcerare Davide Caddeo, che era stato condannato a 9 anni di carcere per aggressione, stabilendo per lui gli arresti domiciliari a causa dei suoi problemi con la droga. Una notizia che per Niccolò è arrivata come un fulmine a ciel sereno, tanto da spingerlo a rendere nota tutta la sua indignazione su Instagram: “La giustizia italiana non esiste, è uno schifo”, dice nelle sue Storie. “Complimenti, bravi a tutti. Mi ero ripromesso di non riparlare di questa cosa perché, obiettivamente non mi fa piacere. Non lo faccio per pubblicità o per apparire, str***te e perché non me ne frega nulla”.

Lo sfogo di Niccolò prosegue in un crescendo di collera: “Faccio questa storia perché sono incazzato e a quanto pare fare le storie su Instagram è l’unico modo per arrivare alla gente. Quel che penso è la giustizia italiana non esiste, è uno schifo…per tutti quanti, per tutti”.

Il ragazzo si è poi scagliato contro il suo avvocato, che pare lo abbia lasciato da solo in questa vicenda giudiziaria: “Soprattutto volevo fare i complimenti al mio avvocato dal quale non ho saputo niente per mesi. Ho dovuto sapere tutto attraverso notizie e amici miei. Ci ha abbandonato praticamente dopo l’ultima sentenza”.

Uno sfogo più che comprensibile per un giovane che ha vissuto momenti di paura insieme alla sua famiglia e che ora è costretto ad accettare il fatto che chi lo ha accoltellato se ne stia seduto comodo a casa sua.

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VERSO L’OBIETTIVO #giustizia

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